Arrivederci fra Mille Anni

L’iniziativa

ARRIVEDERCI FRA MILLE ANNI
Teatro Argentina, Roma
Venerdì 1 novembre 2019, h. 19:30

Arrivederci fra Mille Anni

Venerdì 1 novembre al Teatro Argentina di Roma andrà in scena lo spettacolo Arrivederci fra Mille Anni, un viaggio lungo la Via della Seta attraverso canti, danze, musiche strumentali, effetti acustici e giochi di luce.

La cultura cinese ha radici antichissime e vanta una storia di cinquemila anni. Nel corso della sua millenaria evoluzione, lunghi “fili di seta” invisibili hanno tessuto uno stretto legame tra Oriente e Occidente, di cui la Via della Seta e la Via della Seta marittima, oggi ritornate all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale grazie all’iniziativa Belt and Road lanciata dal presidente cinese Xi Jinping, sono state la massima espressione nel corso dei secoli.
Queste rotte commerciali non solo hanno permesso al mondo di diventare una grande famiglia dal destino comune, ma hanno anche aperto una luminosa strada che ne ha favorito gli scambi e la prosperità culturale e artistica.

La Via della Seta

Proprio alla Via della Seta è dedicato lo spettacolo Arrivederci fra mille anni, che intende mostrare al pubblico tutto il fascino della cultura cinese e delle diverse forme d’arte tradizionali, presentando vicende storiche, personaggi tipici e regioni chiave attraverso il canto, la danza e la musica strumentale. A rendere lo spettacolo ancora più coinvolgente l’utilizzo di effetti acustici, elettronici e giochi di luce.

Tra le opere che saranno presentate al pubblico, figurano brevi rappresentazioni sceniche che rendono omaggio a coloro i quali hanno dato, nel corso della storia, importanti contributi all’integrazione e all’interscambio tra civiltà orientali e occidentali.
Arrivederci fra mille anni – Viaggio alla scoperta dell’affascinante cultura della Via della Seta è un percorso culturale pensato per favorire l’integrazione fra le diverse nazionalità che popolano il pianeta, è uno scambio artistico per promuovere l’edificazione di una comunità umana dal futuro condiviso.

Il pubblico sarà avvolto dalla magia della “Luce d’Oriente” e accompagnato in un fantastico “Viaggio lungo la Via della Seta”, nel corso del quale potrà ammirare la luminosità della “Perla della Via della Seta” e farsi sedurre dalla sinuosa e cangiante “Bellezza della Via della Seta”, in nome di quell’ “Arrivederci fra mille anni” che dà il titolo allo spettacolo e rimanda all’idea di partire insieme, un giorno, verso un luogo lontano incantato.

Il programma

Prefazione
Dal II secolo a.C., da quando Zhang Qian fu inviato in missione nelle regioni occidentali, le campane delle carovane cammelliere sulla Via della Seta riecheggiano ancora oggi. Seicento anni fa, Zheng He solcò i mari occidentali, non solo aprendo di fatto la Via della Seta marittima, ma collegando via mare gli scambi tra civiltà. Negli ultimi due millenni, diverse civiltà hanno imparato le une dalle altre, rendendo il mondo un luogo più ricco e variopinto. Nel prossimo millennio, siamo convinti che la luce della comprensione reciproca tra civiltà renderà radioso il futuro dell’umanità.
All’unisono, allora, rivolgiamo i nostri sguardi a questa luce di civiltà che ha illuminato la Via della Seta per duemila anni.

Prologo: Luce d’Oriente
Questa luce d’Oriente, tra l’onirico e l’immaginifico, è lo sguardo di un antico Paese orientale sul mondo, che attraversa l’immensità dei deserti e viaggia tra innumerevoli insidie, lungo la via.

Atto I

Atto I: Viaggio lungo la Via della Seta
1 “Zhang Qian” (rappresentazione scenica)
Zhang Qian fu un celebre diplomatico, viaggiatore e pioniere della Via della Seta nell’antica Cina. Nel 139 a.C. fu inviato in missione nelle regioni occidentali, aprendo di fatto il passaggio all’integrazione e alla comunicazione tra le civiltà orientali e occidentali.

2. “Concerto di campane di bronzo e tamburi” (gruppo di danzatori)
Le campane di bronzo (in cinese: bianzhong) sono il più antico strumento a percussione cinese. Il Concerto di campane di bronzo e tamburi si basa su un’interpretazione classica di questi strumenti ed è coadiuvato da performance di taijiquan, strumenti a percussione e coreografia di ballerini che, attraverso la danza, esprimono allo stesso tempo grazia ed energia.

3. “Abiti arcobaleno e indumenti di piume” (gruppo di danzatrici)
Questa danza ha origine da quella che si teneva nel palazzo imperiale della dinastia Tang in Cina più di mille anni fa. Un gruppo di dame di corte danzava con abiti dalle maniche lunghe, portando il pubblico nel mondo incantato delle fate nel Palazzo sulla Luna.

Atto II

Atto II: Perla della Via della Seta
1. “Viaggio ad Ovest” (rappresentazione scenica)
Più di 1300 anni fa, Xuan Zang, eminente monaco della dinastia Tang, viaggiò attraverso più di cento Paesi tra mille difficoltà per diffondere il Buddismo. Mentre si dedicava alla traduzione e trasmissione dei sutra buddisti, redasse anche Viaggio ad Occidente, nel quale descrisse con minuzia le usanze locali dei diversi luoghi in cui era stato. Questo romanzo, tradotto in numerose lingue, tra cui tedesco, francese, inglese e giapponese, ha avuto un profondo impatto sullo sviluppo della cultura mondiale e Xuan Zang è stato universalmente riconosciuto come un eccellente messaggero degli scambi culturali tra cinesi e stranieri.

2. “Suonare il liuto cinese al contrario” (trio di danzatrici)
La danza con il lungo nastro di seta, originaria della Cina, prende questo nome perché le danzatrici lanciano e riprendono con mille evoluzioni i nastri di seta colorati di lunghezze diverse. Introdotta a corte, veniva impiegata durante i sacrifici che si svolgevano all’interno del palazzo reale ed è giunta fino ai nostri giorni. Suonare il liuto cinese al contrario è una delle più belle rappresentazioni coreutiche che si può apprezzare sui murali nelle Grotte di Dunhuang in Cina ed uno degli esempi più alti dell’arte di Dunhuang.

3. “Apsaras volanti lanciano fiori” (gruppo di danzatrici)
Apsaras è il nome delle divinità volanti del pantheon buddhista le cui immagini sono state magnificamente riprodotte sui murali delle grotte di Dunhuang in Cina, oltre ad essere uno dei simboli della cultura di Dunhuang. Diversamente dalla rappresentazione iconografica degli angeli dell’arte occidentale, le Apsaras vestono abiti femminili eleganti e nastri volanti per creare l’immagine di divinità che fluttuano in aria. Questa danza svela al pubblico, con grande realismo, l’immagine delle Asparas.

4. “Guerrieri di Buddha – Danza mascherata” (gruppo di danzatori)
Questi guerrieri, dipinti sui murali e scolpiti in statue di argilla, si trovano nella Grotta dei Mille Buddha a Dunhuang. Attraverso l’antica forma d’arte cinese della danza mascherata (in cinese, jiyue), i ballerini impersonano i Guerrieri di Buddha che eliminano i demoni e proteggono i vivi.

5. “Le mille mani del bodhisattva Guanyin” (gruppo di danzatrici)
Questa danza, ispirata ai murali di Dunhuang, mostra vividamente le immagini estremamente realistiche, dettagliate e belle di vari Buddha presenti sui murali, insieme al calore e alla grazia del Bodhisatva Guanyin dalle mille mani.

Atto 3: Bellezza della Via della Seta
1. “Marco Polo” (rappresentazione scenica)
Marco Polo, il viaggiatore italiano che nel XIII secolo viaggiò in Cina per diciassette anni, lasciò ai posteri uno stupefacente libro, famoso in tutto il mondo, Il Milione, dando il via all’era dei contatti e delle interazioni dirette tra Cina e Occidente.

2. “Cantando sull’altopiano innevato” e “La ragazza di Daban” (gruppo di danzatori e danzatrici)
Tibetani e uiguri sono i due gruppi etnici in Cina più bravi a cantare e ballare. Sull’altopiano innevato, esprimono il loro amore per la vita con il tip tap orientale e, con danze aggraziate, il loro desiderio di felicità nell’antica città di Daban.

3. “L’Oca selvatica” (assolo maschile)
Questa è una canzone popolare della minoranza mongola. La melodia dal suono armonioso esprime la nostalgia di casa del viaggiatore.

4. “Matrimonio uiguro” (rappresentazione scenica)
Gli uiguri sono una minoranza etnica che vive nella regione nord occidentale della Cina. La danza riproduce la scena di un matrimonio tradizionale uiguro considerato patrimonio culturale immateriale cinese.

5. “I viaggi di Zheng He” (rappresentazione scenica)
Zheng He fu un famoso navigatore e diplomatico dell’antica Cina. Nel 1405, per la prima volta, condusse la sua flotta in Occidente per una missione diplomatica, impresa che ripeté altre sette volte, aprendo di fatto un canale di scambi marittimi economici e culturali tra Cina e Paesi asiatici e africani.

6. “Mo Li Hua” “O’ sole mio”
Da una estremità della Via della Seta, il gelsomino è candido e fragrante, riservato e sobrio e coincide con il temperamento della nazione cinese. Il bellissimo fiore di gelsomino può essere cantato e adattarsi a qualunque melodia nel mondo. Dall’altra estremità della Via della Seta, l’Italia si bagna nel sole del Mediterraneo, appassionata ed entusiasta, e la commovente canzone O’ sole mio si fonde insieme alla melodia cinese Mo Li Hua, offrendo un’esperienza musicale straordinaria.

Epilogo: Arrivederci fra mille anni
È sulla Via della Seta che ci rincontreremo fra mille anni e allora lasciamoci condurre dai canti e dalle danze, libiamo all’amicizia futura, innalziamo canti all’amore e alla felicità e condividiamo il futuro radioso percorrendola.

Informazioni

Luogo
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina, 52
00186 –Roma

Data e ora
1 novembre 2019, ore 19.30

Autori
Gansu Performing Arts Group, Gansu Dance Theatre

Organizzatori
Ufficio Stampa del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese; Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia; Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze.

Fabio Pompei

Author: Fabio Pompei

Ingegnere informatico, dottore di ricerca (Ph.D.) in Ingegneria elettronica e giornalista. Ha iniziato la sua carriera in azienda nel settore bancario, attualmente è responsabile in una azienda di telecomunicazioni. Docente in corsi di laurea (ingegneria) in università pubbliche e private, è autore di pubblicazioni scientifiche nel settore delle telecomunicazioni. Ha ricoperto negli ultimi anni incarichi pubblici, occupandosi, in particolare, di Politiche economiche, finanziarie, innovazione tecnologica e semplificazione amministrativa.

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