Carofiglio e la tentazione di rompere… l’equilibrio

L’ultimo1 libro di Gianrico Carofiglio, La regola dell’equilibrio, rappresenta forse il punto di maturità piena dell’autore e del suo avvocato pensatore, Guido Guerrieri.

Carofiglio nella sua vita ha fatto moltissime cose: giornalista laureato in giurisprudenza, è stato magistrato e poi deputato e senatore dal 2006 al 2013. Ed effettivamente, nella scelta dei personaggi, nello stile, nelle ambientazioni, tutto questo si vede.

Guido Guerrieri, per l’appunto, è un avvocato all’apice della carriera che ci traghetta per il sottobosco dei tribunali pugliesi, tra luoghi e pratiche che l’autore conosce a meraviglia e riesce a spiegare con linearità e chiarezza. Intorno a lui personaggi ben definiti ed affascinanti, come la bella Annapaola, e personaggi di potere che dimostrano tutto la loro ambiguità e piccolezza, quasi inversamente proporzionale al loro grado sociale (parliamo ovviamente del giudice Larocca, protagonista in negativo di tutta la vicenda).

Spaccati di vita, di potere, che date le sue esperienze biografiche, l’Autore conosce molto bene e tratta con distacco e freddezza.

Ma non è questo il cuore centrale dell’opera. Tutto parte da uno di quei momenti in cui, anche il più riuscito degli uomini, si chiede se non sia il caso di mandare all’aria tutto, riflette sulle parti mancanti della sua esistenza che urlano nei silenzi ben oliati della routine. Ed è quello che si chiede anche il nostro Guido Guerrieri, il quale arriverà a conclusioni sorprendenti. Ma prima del finale, ci traghetta all’interno dei suoi pensieri, del suo modo di vedere le cose con animo finalmente distaccato. E in fondo a chi non è mai capitato di pensare a un’ exit strategy? A chi non è mai capitato di arrivare a un punto in cui non va più tutto bene, non è più il caso di accettare le solite viscide amenità della vita senza batter ciglio? Tutti abbiamo questi momenti, non tutti li assecondiamo. Forse sta in questi attimi l’ancora di salvezza per sopravvivere a una vita sempre uguale e indirizzata, in cui si accettano tante piccole ingiustizie perchè va bene così, perchè non è il caso di creare troppo disordine.

Il tema è ricorrente nella letteratura dei giorni nostri e anche nella produzione cinematografica italiana degli ultimi dieci anni (pensiamo a Paolo Virzì). Perchè in fondo è ricorrente in tutti noi questo pensiero, figlio di una insoddisfazione di fondo che sta accompagnando le ultime generazioni, stanche di lottare senza essere adeguatamente ripagate.

Uno spunto di riflessione in più che offre questo libro di Carofiglio, che darà la sua soluzione nelle pagine finali…

Elio Tomassetti

Elio Tomassetti

Author: Elio Tomassetti

Direttore della testata e giornalista dal 2010, dopo la laurea in Giurisprudenza mi sono sempre occupato di comunicazione soprattutto nei settori socio-culturali. Contatto: eliotomassetti1988@gmail.com

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