Dal libro alla mostra: La Rosa d’Egitto

Straordinaria iniziativa culturale a cura del Professor Gerardo Lo Russo, con le opere degli allievi dell’Accademia di Ripetta

 

La Rosa D’Egitto é una mostra a cura di Gerardo Lo Russo, docente di Tecniche Grafiche Speciali all’Accademia di Ripetta, che si è inaugurata il 10 ottobre 2015 alla Villa dei Romani di Guidonia.

Dopo le esposizioni precedenti, alla Galleria Visiva, all’Istituto Italiano della Moda, l’evento, ormai giunto alla sua seconda edizione, vede esposta una cinquantina circa di opere realizzate dagli studenti. Si tratta di una produzione che raccoglie disegni, dipinti, collage, tutti eseguiti da giovani artisti dalle nazionalità differenti.

Ispirata a La Rosa D’Egitto – Il Romanzo di Via Margutta, racconto pubblicato dal Professor Lo Russo nel 2009, l’omonima rassegna è un discorso per immagini ognuna delle quali prende variamente spunto da un episodio, un personaggio, un motivo, una scena o alcune frasi della trama. Come spiega l’autore, il suo è soprattutto un testo visivo nato in seguito ad un fatto autobiografico, un grande incendio successo nei primi anni Novanta nei pressi della sua abitazione che lo portò a vagare nei dintorni per qualche giorno: “fu allora”, spiega, “in un momento di riflessione sulle colline vicino casa, che pensai di scrivere un libro introspettivo, ma che riguardasse anche i fenomeni dell’arte contemporanea, quindi visivamente completo”. Come un “libro aperto”, quello del nostro autore è un volume che si apre a svariati spunti, chiavi di lettura e riflessioni, una fonte d’ispirazione, insomma, in cui la parte scritturale convive e si alimenta con quella figurale, facendo del brano un’opera artistico- letteraria del tutto originale.

Dopo queste premesse si può constatare come le opere qui proposte, immagini di grafica sia in bianco e nero che  a colori, interpretino in pieno lo spirito del testo, configurandosi l’esito di un analogo estro inventivo e forza immaginativa che ha accompagnato lo scrittore nel suo percorso creativo.

L’immaginazione ha senz’altro guidato gli autori dei lavori di stampo surrealista, come quelli degli studenti cinesi, Zhao Jing Jie e Zhang Xinyu, ma anche delle italiane Rosanna Pertosa, Livia Giuliani e le opere bicrome di Corina Surdu e di Caterina Pisani.

Al Surrealismo, non esente dalla scomposizione cubista, si rifanno anche i due  collage, commistioni di immagini e scritte, a firma di Arianno Liguori e di Rossella Macrina.

3Altre opere surrealiste, ma in chiave pop, sono quelle di Zhao Yahn, Liu Kun e il lavoro in bianco e nero di Eni Pullumbi, con implicazioni concettuali.

Ad una cifra prettamente simbolista, in alcuni casi accompagnata da parti scritturali, citazioni, rispondono gli acquerelli di Elena Boni, Ilario D’Antonio, Jessica Lo Bianco; quelli in bianco e nero di Maria Raffaella Catalano, Sidita Celkupa, Angel Conduso, Lucia Sirchi, Michela Vanni,  Xie Jing, Qi Fan Shi, insieme ad altri esemplari a colori, come quello di Marzio Mereggia, Sara Ghiani e Yang Chu Di.

Poi ci sono due opere  espressioniste, come il dipinto di Adriano Tisba e il disegno di Nicola Chibbero; il primo più rispondente ad un Neo Espressionismo astratto, l’altro dal taglio figurativo.

Un lessico più concettuale interessa alcuni lavori che vedono l’utilizzo di supporti particolari o composizioni di tecniche con materiali differenti, come quello di Daniela Berolardi, Mengi Donglai e Xhang Xinh Jun.

Nelle opere bicrome di Noemi Aversa e di Dina Scherif il dictus grafico segue i canoni dell’Astrattismo Informale, in un’equilibrata sintesi tra parti segniche e parti monocrome. Stessa cosa riguarda il disegno di Nasiasya Voskobyninduq, dove però il grafismo segnico acquisisce una valenza più analitica.

Il linguaggio simbolista acquisisce una valenza naif, configurandosi in molti casi come dei veri e propri arabeschi di immagini e decorazioni. Questo riguarda il nutrito gruppo di artisti cinesi, come Ji Changlin, Chzn Fan, Lin Xu, Hu Tianchi, Huilin Wei, Zhu Meng Sha, Li Yun Ge, Su Rui, Meng Dong Lai, Zhan Hanyi; insieme a loro le italiane Isabella De Rubeis, Martina Siraco, Michela Ciacalini, Mirella Zizzo, Sara Corona, Emanuela Fociani, con Irena Dombrovskaya.

Una dimensione più illustrativa, in molti casi non esente da spunti fumettistici, dei cartoons giapponesi o dei manifesti pubblicitari, interessa i disegni di Xie Jing, Xiang Mangfang e di Liu Xing; quelli di Cristina Castellani, Gianmarco Derosas, Ciro Di Sabatino, Marian Guatalosmin, Federico Leggi, Elena Masullo, Malpomeni Katsouri, Carlotta Macchioni, Deborah Nicolamarino, Giulia Piselli, Michela Vanni.   

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Viviana Vannucci, Critico d’Arte

Elio Tomassetti

Author: Elio Tomassetti

Direttore della testata e giornalista dal 2010, dopo la laurea in Giurisprudenza mi sono sempre occupato di comunicazione soprattutto nei settori socio-culturali. Contatto: eliotomassetti1988@gmail.com

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