Domus Aurea multimediale visita al cantiere

domus aurea multimedialeLe mostre multimediali a Roma – Domus Aurea multimediale

Le mostre multimediali ormai a Roma sono diventate una importante realtà che sta raccogliendo consensi tra italiani e visitatori.
Dopo il successo di Palazzo Valentini (una delle prime mostre che ha introdotto le nuove tecnologie per la valorizzazione del patrimonio artistico culturale), i fori di Cesare e Augusto e l’Ara com’era, si è aggiunta, all’ampio panorama, anche la Domus Aurea multimediale.

Domus Aurea Multimediale

Il cantiere della Domus Aurea ha riaperto infatti con degli innovativi interventi multimediali nella prospettiva di valorizzazione scientifica del cantiere di restauro.
Come implementazione rispetto ai precedenti anni, è stato realizzato un progetto site specific di realtà immersiva e video racconto.
Gli interventi sono volti ad ampliare la fruizione da parte del pubblico con l’utilizzo di installazioni multimediali che fanno uso delle più recenti tecnologie come il videomapping su grandi superfici e la realtà virtuale. I due interventi proposti si sviluppano lungo il percorso in dodici tappe della visita guidata del cantiere della Domus Aurea:

– Proiezione emozionale riguardante la storia della Domus Aurea nella galleria d’ingresso
– Realizzazione di una istallazione in realtà virtuale all’interno della Sala della volta dorata
– L’effetto finale è un vero e proprio viaggio nel tempo, un corto circuito cognitivo ed emozionale del tutto nuovo nel panorama delle tecnologie applicate ai beni culturali.

La domus aurea

La Domus Aurea (“Casa d’oro” in latino, proprio perché in essa si utilizzò molto di questo metallo) era la villa urbana costruita dall’imperatore romano Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C.
La distruzione di buona parte del centro urbano permise al princeps di espropriare un’area complessiva di circa 80 ettari e costruirvi un palazzo che si estendeva dal Palatino all’Esquilino.

La villa, probabilmente mai portata a termine, fu distrutta dopo la morte di Nerone a seguito della restituzione del terreno su cui sorgeva al popolo romano. La parte superstite della Domus Aurea è stata occultata dalle successive terme di Traiano.

Quando un giovane romano cadde accidentalmente in una fessura sul versante del colle Oppio alla fine del XV secolo, si ritrovò in una strana grotta, piena di figure dipinte. Ben presto i giovani artisti romani presero a farsi calare su assi appese a corde per poter vedere loro stessi. Gli affreschi scoperti allora sono ormai sbiaditi in pallide macchie grigie sul gesso, ma l’effetto di queste decorazioni grottesche, per l’appunto, furono elettrizzanti per l’intero Rinascimento. Quando il Pinturicchio, Raffaello e Michelangelo s’infilarono sotto terra e furono fatti scendere lungo dei pali per poter studiare queste immagini, ebbero una rivelazione di quel che era il vero mondo antico. Essi, ed altri artisti che, come Marco Palmezzano, lavoravano a Roma in quegli anni, si diedero a diffondere anche nel resto d’Italia tali “grottesche”.

Accanto alle firme di illustri e successivi turisti incise sugli affreschi, quali quelle di Giacomo Casanova e del Marchese de Sade, distanti di pochi centimetri l’una dall’altra, si possono leggere anche le firme di Domenico Ghirlandaio, Martin van Heemskerck, e Filippino Lippi. L’effetto sugli artisti rinascimentali fu istantaneo e profondo: lo si può notare in maniera ovvia nella decorazione di Raffaello per le logge nel Vaticano.

La scoperta, però, provocò anche l’ingresso dell’umidità nelle sale, e questo avviò il processo di lento, inevitabile decadimento.

Informazioni domus aurea multimediale

INFO E PRENOTAZIONI
dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
il sabato dalle 9.00 alle 14.00
Tel: +39 06 399 67 700
Sito: https://www.coopculture.it/heritage.cfm?id=51

Fabio Pompei

Author: Fabio Pompei

Nato e cresciuto a Roma, laureato in Ingegneria Informatica ha poi proseguito gli studi con il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” dove si occupa di programmi europei di ricerca sulle Smart City. Nel 2011 a Lecce ha ricevuto il premio “Fibonacci” ed è stato nominato “Informatico dell’Anno”. Attualmente Quadro in una nota azienda di telecomunicazioni dove ha seguito anche attività internazionali (Spagna e sud-america). Professore in un ateneo romano è titolare delle cattedre di: “Sistemi e Tecnologie Web” e di “Calcolatori e Sistemi Operativi” – corso di laurea in Ingegneria Informatica. Appassionato della città di Roma, di cultura e di politica.

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