Festival dei Cammini presentato a CIVITA

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Festival dei Cammini presentato a CIVITA

5 anni di collaborazione e lavoro di squadra alle spalle, 700 eventi tra Italia, Svizzera, Francia, Gerusalemme e oltre 300 enti promotori: sono questi i numeri con cui si apre la sesta edizione del Festival dei cammini “Via Francigene Collective Project 2016”, presentato martedì 31 maggio presso la sede dell’Associazione CIVITA. Numeri che vanno a confermare il crescente radicamento dell’iniziativa volta a valorizzare quella che Nicola Maccanico, vice presidente dell’associazione, definisce “spina dorsale alternativa alle grandi città d’arte”: la Via Franchigena, appunto.

Vai Franchigena al tramonto, festival dei cammini

La luce sulla Franchigena

La novità principale di quest’anno è la presenza forte delle istituzioni che hanno deciso di investire tempo e risorse importanti nel progetto, riconoscendo così l’alto valore del Festival dei Cammini come strumento strategico per aprire letteralmente una via di collegamento e dialogo, una possibilità di riscoperta di valori comuni attraverso le distanze geografiche e culturali. Nell’anno dei Cammini e del Giubileo Straordinario, nell’anno in cui si parla di Brexit e in cui l’Europa appare una realtà divisa e travagliata, il rilancio della via Franchigena e delle altre grandi vie di pellegrinaggio, anche con il supporto del progetto europeo “Europe to Turkey on Foot” che vede impegnata la stessa Repubblica di Turchia, appare come un segnale forte della volontà di ricucire in un sistema organico realtà diverse e talvolta conflittuali.

Vista su San Pietro, festival dei cammini

Vista su San Pietro

La Franchigena come via inclusiva, percorso in cui l’aspetto spirituale convive con quello naturale, sociale, umano, trasformandosi nella grande metafora della vita nelle parole dell’abate Roduit, scomparso a fine 2015. Roduit parlava del viaggio “dalla testa al cuore” come del più difficile, della dimensione interiore – non necessariamente legata a quella religiosa – del passo dell’uomo che si incammina sulla strada e recupera il contatto con sé stesso attraverso l’immersione nella natura a cui direttamente apparteniamo.

Un’ottica che, nell’epoca della velocità istantanea e dell’annullamento dello spazio-tempo, si sposa con l’idea che è alla base del festival dei Cammini, quella di sperimentare forme di turismo sostenibile e intelligente, attivando un circolo virtuoso di economia rigenerativa che va incontro all’esigenza di ripensare un sistema che sta dimostrando le sue falle, come ha ben dimostrato Sandro Polci, direttore del festival. Una proposta che va di pari passo con quella di permettere la promozione e riscoperta dei luoghi meno frequentati disseminati lungo il percorso, luoghi dall’alto valore artistico, naturale, culturale: piccoli borghi, grandi riserve, strutture abbandonate che rappresentano tante opportunità inespresse se lasciate a sé stesse.

Festival dei cammini, via Franchigena

Un tratto della Franchigena

Bisogna lavorare sul territorio, creare sinergie, non limitarsi alla retorica dell’inaugurazione – come sottolinea Andrea Carubi nell’illustrare l’impegno della Regione Toscana per rendere il proprio tratto di Franchigena fruibile a 360° gradi; un impegno che speriamo di vedere rinnovato e imitato, vista l’importanza di un sostegno costante a simili iniziative. Di grande importanza, soprattutto per chi ha difficoltà ad intraprendere il viaggio per le proprie condizioni fisiche, il progetto in cantiere presentato dalle Ferrovie dello Stato per consentire la mobilità sui tratti più problematici; si pensa anche ad una carta del pellegrino che estenda agevolazioni di gruppo ai singoli pellegrini con credenziali.

Una mattinata di presentazione, dunque, che ha visto alternarsi allo stesso tavolo realtà in dialogo e testimonianze preziose, come quella della piccola Laura che ha raccontato la sua esperienza di “giovane pellegrina” entro le mura della sua città, Siena, da S. Maria della Scala sino a Piazza del Campo; o quella di Alberto Alberti che con il progetto “Pilgrims Crossing Borders” porta avanti l’idea dei pellegrini come messaggeri di pace. Tutte le iniziative e le informazioni sono disponibili online sul sito del Festival dei Cammini.

 

Sara Fabrizi

 

Sara Fabrizi

Author: Sara Fabrizi

Classe '92, laureata in Filologia Moderna all'Università di Roma "La Sapienza", redattrice per NéaPolis e Tutored. Gestisco due blog "Parole in viaggio" dedicato all'arte e ai luoghi d'Italia e "Storie dal cassetto", raccolta di racconti brevi soprattutto a carattere psicologico. Un mio racconto "Il battesimo del fuoco" è stato selezionato e pubblicato nell'antologia "I racconti di Cultora. Centro-sud" seconda edizione per Historica edizioni nel 2015. Sono membro fondatore dell'associazione "La parola che non muore" e responsabile dell'ufficio stampa per il Festival omonimo a Civita di Bagnoregio, inaugurato nel 2015.

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