Grattachecca: storia e tradizione della bevanda ghiacciata di Roma

Grattachecca: storia e tradizione della bevanda ghiacciata di Roma

Sapore tradizionale della tipica estate romana, la grattachecca è una bevanda a base di ghiaccio e sciroppi, arricchita con pezzi di frutta fresca. Non è una granita, bensì una specialità Capitolina nata in città agli inizi del ‘900 e diffusasi solamente nel Lazio. Un appuntamento con il gusto che non può essere perso se si è in visita a Roma.

Grattachecca (colore)Ma come è fatto questo alimento dal cuore di ghiaccio? La bevanda nasce proprio dalla lavorazione di questi blocchi. Il “Grattacheccaro”, armato di un raschietto in ferro provvisto di una camera vuota posteriore, gratta il ghiaccio a neve lasciando che si accumuli nell’utensile. Le scaglie di ghiaccio così ottenute vanno a riempire un bicchiere, in cui vengono aggiunti sciroppi, succhi o pezzi di frutta, a seconda dei gusti del cliente.

L’intero processo avviene rapidamente e sul momento dell’ordinazione, mantenendo così il sapore intenso degli ingredienti e la freschezza della bevanda.

Tradizione vuole che ci sia anche un modo preciso per gustarla: infatti inizialmente la bevanda va assaporata con il cucchiaino, permettendo al ghiaccio sciroppato di scricchiolare sotto i denti, e solo alla fine il fondo va bevuto con la cannuccia.

La storia di quest’alimento sembra trovare le proprie origini nel primi anni del ‘900, proprio nei quartieri cuore della Capitale. I primi chioschi sono sorti all’interno del quartiere Trastevere, e già a quei tempi la bevanda era concepita come un cibo da strada da assaporare camminando lungo le vie. Ogni chioschetto ha le sue tradizioni e le sue lavorazioni, e questi segreti sono ancora oggi tramandati di generazione in generazione. Il chiosco più antico della capitale è “Alla Fonte d’Oro”, in attività dal 1913 su Lungotevere Raffaello Sanzio. Altre storiche attività sono quelle della “Sora Mirella” sul lungotevere degli Anguillara e di “Sora Maria”, dal 1933 sulla via Trionfale.

Attenzione: confondere una granita con una grattachecca è quasi un’offesa per un Romano. La granita si ottiene mescolando acqua e zucchero con sciroppi, succhi e alle volte ingredienti come i pistacchi. Solo a questo punto viene messa a congelare, ottenendo un composto semi liquido dalla consistenza più morbida che granulosa. La grattachecca è ghiaccio vivo che viene arricchito sul momento. Inoltre il consumo della granita è tipico della colazione o della mattinata.
La grattachecca invece non conosce orari e si assapora tranquillamente camminando.
Dunque la bevanda ideale per turisti e non, da gustare mentre si ammirano le altre bellezze della capitale: e questa volta non per forza culinarie.

Eugenio Nuzzo

 

Author: Redazione Nèa Polis

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