IL SOGNO SHAKESPEARIANO CONTINUA AL GLOBE THEATRE DI ROMA

Il sogno shakespeariano continua al globe theatre di Roma

Il sogno shakespeariano ritorna sul palcoscenico del Silvano Toti Globe Theatre di Roma per chiudere la stagione teatrale 2015 attirando un pubblico sempre più vasto e numeroso anche alla sua seconda andata in scena non prevista dal programma.

Il sogno shakespeariano continua al globe theatre di Roma

Ora l’inverno freddo e piovoso del nostro scontento romano ridiventa estate nella suggestiva cornice di Villa Borghese che ci accoglie nel suo polmone verde, ci ristora l’animo e il corpo con le sue bellezze e con il suo essere un locus amoenus nel centro della città ci trasporta come in un sogno in un’ altra dimensione.

Nonostante le non poche difficoltà che ogni anno la fanno da padrone quando si tratta di promuovere eventi culturali la stagione 2015 è partita e ha deciso di prolungarsi fino all’11 ottobre con un classico del GLOBE che ogni anno attira appassionati e non ossia il Sogno di una notte di mezza estate con la regia di Riccardo Cavallo, scomparso nel 2013 ma che continua a vivere nei suoi spettacoli, protagonisti dei teatri di tutta Italia.

Una fiumana di spettatori – di tutte le età – ha riempito il parterre, i palchi e sotto la luce di una sbiadita luna che pian piano ha iniziato ad illuminare – assieme ad un mantello di stelle – lo spazio scenico si è fatta travolgere dalla magia del teatro.


Il sogno shakespeariano continua al globe theatre di Roma

Lo spettatore si trova a vivere un’altra estate su un altro piano di realtà, quello dei protagonisti in cui riconosce se stesso perchè ciò che Shakespeare porta in scena –  attraverso le sue opere – non è solo la storia di questo o quell’individuo calato nel suo contesto storico ma anche ciò che vive nel mondo nascosto e invisibile dei suoi pensieri, dei suoi sentimenti, della sua anima. E’ in questo che Shakespeare riesce a creare un’arte che sia reale e contemporanea perchè è l’uomo che porta in scena con i moti della coscienza, le sue bellezze e le sue contraddizioni.

Il sogno shakespeariano continua al globe theatre di Roma

Fedeli a Shakespeare sono le opere portate in scena sul palcoscenico del Globe, l’elisabettiano teatro romano e per questo ne sottolineano la caratteristica dell’intrattenimento.

Perchè le opere di Shakespeare sono scritte anche per il popolo che bisogna intrattenere fino all’ultimo minuto rappresentandolo e calcolando il tempo di risposta di ogni scena.

 

La regia di Riccardo Cavallo è fedele a Shakespeare nel portare avanti un’idea del teatro legata all’intrattenimento di qualità, nel dare importanza ad ogni personaggio che rappresenta una porzione della realtà quotidiana che viviamo ogni giorno ma nello stesso tempo, rimanendo in linea con la poetica del bardo, esalta determinate tematiche modificando il testo.

La realtà ci si pone davanti frantumata; sono più piani di realtà quelli che Cavallo assieme a Shakespeare ci presenta collegandoli – utilizzando l’immaginazione – con dei fili rossi rappresentati dai sentimenti dell’amore e della libertà.


Il sogno shakespeariano continua al globe theatre di Roma

Il piano del sogno, rappresentato dal mondo delle fate, entra in contatto e si sovrappone al piano della realtà umana il cui simbolo è la corte ateniese con i suoi re e regine e un gruppo di giovani cittadini che entrano in conflitto perchè liberamente vogliono essere se stessi e amare sinceramente mentre ad interpretare il piano dell’immaginazione è la compagnia dei teatranti non professionisti che al lavoro aggiungono il teatro come modo per donare parte di sè agli altri.


Il sogno shakespeariano continua al globe theatre di Roma

Ogni mondo rappresentato ha le sue regole,  i suoi usi e costumi e lo spettatore riesce a riconoscerne i confini aiutato dalle musiche, l’opera con Bizet e le voci soavi dei suoi Pescatori di perle e la calda e regale voce di Maria Callas che fanno da sfondo alla corte degli spiriti della natura, e dai costumi; orientaleggianti, luminosi, pieni di colore.

Scelte più rigide e classiche invece rappresentano la corte ateniese indaffarata nel suo quotidiano vivere, le cui scene sono scandite dalle parole degli attori e il vivere leggeri e senza preoccupazioni è rappresentato da chi con il teatro si mette alla prova.

Nonostante le magie, i sortilegi ogni personaggio –  persino Oberon e Titania i custodi del mondo altro delle fate – ha caratteristiche terrene e reali e la scelta di ridurre la parte dello spiritello Puk – alter-ego del re delle fate – di sdoppiarlo e farlo rappresentare in scena non da un giovane leggiadro bensì da un omaccione che nulla ha dell’acrobatico e irriverente Puk finora rappresentato è indice del taglio che all’opera Riccardo Cavallo ha voluto dare.

 

Il finale con l’eliminazione del monologo di Puk che ricordava agli spettatori la natura immaginifica dell’opera è stato sostituito dalle parole di altri due personaggi che di Shakespeare e sull’uomo ci hanno detto e insegnato tanto ossia Prospero, l’ultimo dei personaggi creati dal drammaturgo per la sua ultima opera La Tempesta e Macbeth
Cavallo attraverso le parole di Prospero e Macbeth ci ricorda che LA REALTà è quella che noi decidiamo di vivere e che la vita è breve e noi – artefici del nostro destino – dobbiamo saperla vivere a pieno amando e vivendo nel rispetto di noi stessi, della nostra vita e di quella degli altri.

INFORMAZIONI :

SILVANO TOTI GLOBE THEATRE A VILLA BORGHESE

http://www.globetheatreroma.com/category/prog/

Silvia Petrella

Silvia Petrella

Author: Silvia Petrella

Appassionata di arte. Laureata in lettere, con indirizzo cultura teatrale, presso l'università Aldo Moro di Bari e naturalizzata romana, dove sta proseguendo gli studi presso il DAMS con indirizzo cinema, televisione e produzione multimediale, collabora con più riviste scrivendo di cinema e teatro. Porta avanti un percorso nello yoga che è diventato una filosofia di vita all'insegna dell'equilibrio tra la mente e il corpo. "Mens sana in corpore sano"

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