In Ricordo di Oscar Wilde canti e parole di Umberto Orsini e Giovanna Marini

In Ricordo di Oscar Wilde canti e parole di Umberto Orsini e Giovanna Marini

 

Il 30 novembre 1900 ci lasciava Oscar Wilde, grande pensatore e uomo di teatro, dalle belle parole, dalle poesie ridenti e sofferenti, dopo una detenzione di due anni che gli aveva ucciso l’anima e piano piano anche il corpo.

In Ricordo di Oscar Wilde canti e parole di Umberto Orsini e Giovanna Marini

Umberto Orsini e Giovanna Marini ricordano e decantano l’uomo Oscar Wilde attraverso la rilettura di una delle sue ultime opere, la potente e straziante Ballata del carcere di Reading, adattata per il teatro da Elio De Capitani. Primo adattamento teatrale dell’opera di Wilde che ci presenta un uomo spogliato dei suoi vistosi abiti, dei suoi accessori alla dandy, dei suoi averi, della sua dignità e lo ritrae in catene, relegato nel carcere della regina Vittoria per oltraggio alla morale con la scrittura come unica compagna.

La parola diviene strumento, nelle mani di Wilde, per descrivere la condizione dell’uomo nelle carceri, prende la forma di un sublime lamento, di un inno contro la pena di morte. La scrittura è rappresentazione di un continuo interrogarsi su ciò che è bene e cio che è male, sulle azioni umane e sulla forma con le quali la moralità corrente le giudica.

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Il potenziale della ballata non poteva che attirare l’attenzione del trio: Orsini, Marini, Capitani che avevano in mente il progetto da undici anni e che insieme sono riusciti a dare forma e a far rivivere un’opera dai contenuti e dalle storie universali.La parola è la protagonista del palcoscenico, allestito con poche sedie e una scrivania in cui da parte a parte si alternano il grande attore Umberto Orsini e la cantautrice popolare Giovanna Marini, l’allestimento povero lascia quindi ai versi di Wilde, aiutati dal suono lontano dei passi e delle catene dei carcerati accompagnati da un’atmosfera cupa, il compito di evocare immagini nella mente dello spettatore.

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Una chitarra e un microfono sono gli strumenti di scena usati per dare voce alla storia di quel soldato di giubba rossa vestito e condannato al patibolo per avere ucciso “la cosa che ama” e che aveva tanto attirato lo sguardo di Wilde nel carcere in cui si trovava prigioniero. E’ la cantautrice Giovanna Marini che ci introduce nell’universo dell’ultimo Wilde narrandoci la genesi dello spettacolo, le scelte, le illuminazioni e le difficoltà dietro al progetto di tradurre in musica ogni capoverso.

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Sei le ballate composte dalla Marini che spaziano dalla forma della ballata irlandese a Schubert, strizzando l’occhio ai Beatles con la sua voce unica e i suoi giochi di parole che riescono a rendere la bellezza della commistione tra inglese alto e popolare usato dal grande scrittore. Il suono della chitarra e la voce accompagnano la lettura dei versi tradotti da Orsini che porta con sé un grande libro sul quale spesso con il capo chino legge e umilmente interpreta Wilde attraverso la sua scrittura.

Le sofferenze, i giorni lunghi come anni, le storie, i pensieri annotati durante quei due anni di lavori forzati cambiarono l’artista, l’uomo che sceso all’inferno in quella valle della vergogna potè  comprendere la vita, la sofferenza e se stesso.

Due linguaggi  si confrontano sulla scena, quello di Orsini e della Marini, che con la loro timbrica potenza entrano come pugnali nell’animo dello spettatore per comunicare la stessa cosa, mediante la bellezza e la poesia di ogni singola parola, di ogni più intimo pensiero di uno dei più grandi artisti del novecento.

Canti e parole che diventano una sola voce, quella di Wilde, divenuto con quest’opera rappresentante di un’umanità abbandonata dalla società, nascosta e dimenticata poiché, Ogni prigione costruita dagli uomini per l’uomo è fatta con mattoni di vergogna e sbarrata, perché Cristo non veda come gli uomini riducono i loro fratelli”.

LA BALLATA DEL CARCERE DI READING

di Oscar Wilde

regia Elio De Capitani

con

Umberto Orsini

Giovanna Marini

musiche composte ed eseguite dal vivo da Giovanna Marini

produzione Compagnia Orsini

 

Silvia Petrella

Silvia Petrella

Author: Silvia Petrella

Appassionata di arte. Laureata in lettere, con indirizzo cultura teatrale, presso l'università Aldo Moro di Bari e naturalizzata romana, dove sta proseguendo gli studi presso il DAMS con indirizzo cinema, televisione e produzione multimediale, collabora con più riviste scrivendo di cinema e teatro. Porta avanti un percorso nello yoga che è diventato una filosofia di vita all'insegna dell'equilibrio tra la mente e il corpo. "Mens sana in corpore sano"

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