Mangiare all’aperto in centro a Roma tra monumenti noti e meno noti

Mangiare bene in centro in una grande città può essere impresa ardua, tanta l’offerta ma la qualità non è sempre alta. A Roma, turisti e romani, affascinati dalle meraviglie della città e talvolta stanchi dalle lunghe passeggiate sotto il sole spesso si accontentano del primo ristoro per riposarsi e rifocillarsi.

Ma, oltre i nomi noti ci sono tanti indirizzi da tenere a mente per un pranzo o cena in centro nella città eterna. Di seguito un nostro elenco per vivere a pieno Roma anche dal punto di vista gastronomico. Ogni ristorante si trova vicino ad un monumento o ad un luogo curioso da scoprire o riscoprire.

IL BACARO – Via degli Spagnoli, 27 (Tra Montecitorio e Piazza Navona)

Veronica Laurenza, giovane imprenditrice romana, ha rilevato da qualche anno l’attività nella suggestiva via degli Spagnoli dove iniziò come cameriera.
Il locale propone un menù per il pranzo leggero e legato alla tradizione romana e un menù serale più ricercato.
La particolarità di questo ristorante è sicuramente la posizione, un angolo nascosto di una Roma fuori dai percorsi turistici dove è possibile mangiare all’aperto sotto una suggestiva pergola ricoperta da rampicanti.
Il locale all’interno è raccolto e curato in ogni dettaglio, giovani chef deliziano gli avventori con piatti tradizionali ma che strizzano l’occhio all’innovazione.

I prezzi non sono alti soprattutto se rapportati alla qualità e alla bellissima location.

Nella adiacente via dei Portoghesi si consiglia la visita alla torre dei Frangipane, nota anche come la Torre della Scimmia. La torre di origine medievale è inglobata all’interno di palazzo Scapucci. All’estremità della torre su di un rialzo è posta la madonnina e la luce perpetua.  Il nome “la torre della scimmia” deriva da una leggenda, descritta dal romanziere americano Nathaniel Hawthorne secondo cui i proprietari della torre vivevano con una piccola scimmia, un giorno questa scimmietta prese la loro figlia ancora in fasce e la portò in cima alla torre. Il fatto suscitò una sensazione di terrore, il padre della bambina provò a richiamare la scimmietta con il solito fischio e fortunatamente al suono, la scimmietta rientrò in casa e posò la bambina nella sua culla. Da quel giorno il padre della bambina come ringraziamento alla madonna volle che in cima alla torre fosse posizionata una lampada perpetuamente ardente.

 

SCUSATE IL RITARDO – Piazza della Rotonda, 6 (Pantheon)

Nel cuore di Roma, al lato del magnifico Pantheon: l’edificio situato nel rione Pigna costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future, si trova questo grazioso locale dal curioso nome “Scusate il ritardo” che offre, con i suoi numerosi tavoli all’aperto, una vista unica sulla piazza e sulla suggestiva fontana.

Il ristorante offre un menù tipico romano, ottimi gli antipasti come la mozzarella di bufala di eccellente qualità, i carciofi fritti e le polpette di bollito. Buoni e abbondanti i primi (serviti a pranzo in padelle) e i dolci fatti in casa.

La gestione del locale è di due fratelli sempre presenti e attenti alla clientela.

Prezzi medio / alti ma considerando la posizione ne vale veramente la pena.

 

L’ASINO D’ORO – Via del Boschetto, 73 (Monti)

Monti è il primo rione di Roma, meta meno gettonata dai turisti rispetto a Trastevere e frequentata da molti romani.

Il nome deriva dal fatto che con il termine “li monti” si intendeva la vasta zona, poco abitata, che comprendeva il colle Esquilino, il Viminale, parte del Quirinale e del Celio fino al confine delle Mura aureliane. Oggi il Quirinale, Castro Pretorio ed il Celio non gli appartengono più, ma il nome è rimasto.

Il ristorante per mangiare all’aperto suggerito in questa zona è l’Asino D’Oro. Pochi posti all’aperto sulla strada in Via del Boschetto.

Atmosfera tranquilla e menù ricercato che si basa sempre sui sapori del territorio ma rivisti in chiave innovativa come la gelatina di pomodoro con la crema di mozzarella.

Personale molto disponibile, sempre pronto a consigliare l’avventore.

Prezzi alti.

 

Fuori dal “podio” ma assolutamente da provare:

L’Angoletto – Piazza Rondanini, 51 (Pantheon) con un ampio spazio esterno che offre anche un ricco menù di pesce. In prossimità di questo ristorante si consiglia la visita della chiesa di San Luigi dei Francesi nel rione Sant’Eustachio. Nella chiesa sono esposti tre capolavori del Caravaggio: il Martirio di San Matteo, San Matteo e l’angelo e Vocazione di san Matteo.

Per concludere la pizzeria Dar Poeta – Vicolo del Bologna 45 (Trastevere) – fritti e pizze preparati con ingredienti di alta qualità. Pochi tavoli all’aperto e sempre una lunga fila ma la pizza è davvero particolare. Il nome Trastevere deriva dal latino trans Tiberim (“al di là del Tevere”), che era già il nome antico della corrispondente regione augustea, perché la città ebbe origine e principale sviluppo invece nella sponda opposta. Un rione da scoprire che ha due facce: il giorno in cui sembra di essere in un’altra epoca e la notte con i suoi locali e club diventa uno dei luoghi della movida romana.

 

 

Fabio Pompei

Author: Fabio Pompei

Nato e cresciuto a Roma, laureato in Ingegneria Informatica ha poi proseguito gli studi con il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” dove si occupa di programmi europei di ricerca sulle Smart City. Nel 2011 a Lecce ha ricevuto il premio “Fibonacci” ed è stato nominato “Informatico dell’Anno”. Attualmente Quadro in una nota azienda di telecomunicazioni dove ha seguito anche attività internazionali (Spagna e sud-america). Professore in un ateneo romano è titolare delle cattedre di: “Sistemi e Tecnologie Web” e di “Calcolatori e Sistemi Operativi” – corso di laurea in Ingegneria Informatica. Appassionato della città di Roma, di cultura e di politica.

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