Nasoni: storia e curiosità delle fontane più amate in estate

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Nasoni: storia e curiosità delle fontane più amate in estate

Tra i simboli di Roma ci sono sicuramente i “Nasoni”, semplici fontanelle in ghisa presenti in tutta la città. nasoni romaIn questa afa estiva, già solo il pensiero delle celebri fontanelle ci rinfresca e ci rende un po’ più felici di essere romani. Già perché una particolarità così semplice ma allo stesso tempo importante ce l’abbiamo soltanto noi tra tutte le grandi capitali europee. Quante volte, girando da turisti, abbiamo rimpianto di non trovare mai fontanelle con acqua tanto fresca come quelle che abbiamo a Roma (e soprattutto gratis)?

Ma andiamo con ordine: il rapporto di Roma con l’acqua è sempre stato privilegiato, da quando gli antichi Romani costruivano chilometri di acquedotti per permettere agli abitanti di godere di acqua in modo copioso. Un editto dell’Imperatore Augusto imponeva che l’acqua di Roma dovesse essere pubblica per l’appunto, e si vietavano tutti i tipi di concessioni a privati (tema attuale, potremmo dire).

I Romani distribuivano l’acqua tramite i cosiddetti “castelli”, ovvero serbatoi posizionati nelle piazze centrali da cui partivano dei tubi usufruibili da tutti. Non è un caso che molti storici datano la fine di Roma nel 537 a. C., ovvero quando i Goti distrussero il grosso degli acquedotti e lasciarono la Città Eterna senza acqua corrente.

I Papi che si susseguirono dal XV secolo si impegnarono nel (ri)portare l’acqua corrente in città e ripresero la costruzione di tantissime fontane, alcune monumentali altre di minor pregio, ma con l’intento sempre di dare ad ogni quartiere di Roma acqua pubblica in abbondanza.

nasoni in numeriI Nasoni sono molto più recenti.

Il primo Sindaco di Roma post-unificazione, Luigi Pianciani, tra i primi interventi scelse proprio quello di fornire la città di centinaia di fontanelle. Nascono così, nel 1874, i nasoni che inizialmente si potevano trovare anche a tre “bocche” e con decorazioni di teste di drago sopra le cannelle.

Ora il modello è quello semplice, ad una sola cannella, e di esemplari ce ne sono 2500 in tutta la città (nel 2009 Acea ha prodotto una mappa per i turisti che ha avuto molto successo. La potete scaricare cliccando qui). L’acqua scorre continua, garantendosi così limpidezza e mantenimento di una temperatura costante.
L’acqua che troviamo nelle celebri fontanelle, disseminate davvero in ogni angolo della città, è la stessa che beviamo a casa. La tipica acqua romana, povera di sodio e calcio e ricca di virtù benefiche proveniente dai 4 acquedotti che dalla Provincia riforniscono la Capitale.

Insomma, il caldo così intenso fa meno paura a Roma che nelle altre grandi città. Una piccola grande storia che ci rende orgogliosi e ci spiega ancora di più il rapporto tanto importante tra Roma e la sua acqua (pubblica)…

Elio Tomassetti

Elio Tomassetti

Author: Elio Tomassetti

Direttore della testata e giornalista dal 2010, dopo la laurea in Giurisprudenza mi sono sempre occupato di comunicazione soprattutto nei settori socio-culturali. Contatto: eliotomassetti1988@gmail.com

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