Palazzo Mattei, dove vissero Caravaggio e Leopardi

Palazzo Mattei, dove vissero Caravaggio e Leopardi

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Palazzo Mattei di Giove: Sabato 20 febbraio Roma Nascosta vi farà conoscere da dentro uno scrigno di tesori inestimabili, il palazzo che vide svolgersi la vita inquieta del Caravaggio e il brevissimo, sofferto soggiorno di Leopardi a Roma. Per info e prenotazioni: romanascosta@neapolisroma.it

Dietro l’aggettivo “bella” riferito a Roma talvolta può sfiorare il pensiero che si annidi una certa ripetitiva retorica, nutrita di quei capolavori vecchi e nuovi che affiorano sul volto della città e si offrono allo sguardo quasi prepotenti, nascondendo il resto. Ma fuori dai circuiti turistici classici e lungo la rotta del romano innamorato anche un po’ ingenuamente della sua città si possono incontrare perle nascoste, spesso sconosciute perché sepolte dentro gusci che le occultano alla vista.

E’ quello che accade se si passa per via Michelangelo Caetani: si tira dritto di fronte ad un portone chiuso, magari notando distrattamente le targhe che segnalano l’ Istituto Storico Italiano per l’ Età Moderna e Contemporanea e la Discoteca di Stato. Eppure in quel palazzo così anonimo a prima vista visse, per i mesi della sua permanenza a Roma tra 1822 e 1823, Giacomo Leopardi, il cui zio materno, Carlo Antici, aveva acquisito il palazzo attraverso il matrimonio con l’ultima erede dei Mattei, Marianna.

Ci troviamo a Palazzo Mattei di Giove, appartenente alla cosiddetta “isola dei Mattei”, un complesso di edifici con i quali la famiglia Mattei colonizzò quest’area divenendo in pochissimo tempo una delle famiglie più affermate, forte anche del legame con i Gonzaga contratto attraverso il matrimonio tra Asdrubale Mattei e Costanza Gonzaga. Il legame tra le due nobili famiglie è letteralmente impresso nella pietra: la facciata del palazzo, infatti, reca come unica decorazione a coronamento del cornicione i loro motivi araldici, lo scaccato con banda trasversale e l’aquila.

Palazzo Mattei, dove vissero Caravaggio e Leopardi

Il palazzo venne fatto realizzare da Asdrubale di Alessandro Mattei tra 1598 e 1618 su progetto di Palazzo Mattei, dove vissero Caravaggio e LeopardiCarlo Maderno.
Se il guscio che lo ingloba può lasciare indifferenti per la sua austera regolarità, basta varcare la soglia per ricredersi completamente: l’imponente atrio ci introduce nel primo cortile le cui pareti sono letteralmente coperte da bassorilievi antichi, busti e statue, una mostra verticale di archeologica incastonata negli stucchi barocchi in una fusione che esalta i due elementi tra loro contraddittori. Fissati dallo sguardo di imperatori che sembrano scrutare dall’alto chiunque si arrischi a violare questa oasi silenziosa, si raggiunge il secondo cortile come presidiato dalle statue e protetto dal mascherone grottesco da cui sgorga l’acqua di una fontana. Originariamente il cortile non risultava collegato direttamente a questo giardinetto.

Palazzo Mattei, dove vissero Caravaggio e Leopardi

Se questa è la presentazione dell’esterno, le aspettative per l’interno non posso rimanere deluse: anche soltanto la scala, cui si accede dal portico, merita una menzione d’onore, con l’alternarsi di portici e pianerottoli riccamente decorati seguendo lo stesso “principio compositivo” del cortile, con veri e propri tesori incastonati nelle pareti e dentro le nicchie. Giunti sulla loggia, a metà tra interno ed esterno grazie all’apertura verso il cortile, possiamo ammirare gli affreschi voluti da Asdrubale Mattei per le sale del piano nobile, realizzati dai pittori più noti dell’epoca, Pietro da Cortona e Giovanni Lanfranco, con scene tratte dalle storie bibliche di Salomone e Giuseppe.

Appare quantomeno buffo constatare che proprio in queste stanze, che furono quasi una nuova prigione per Leopardi nell’800 durante quel soggiorno romano che lo disamorò di quella città che non era a misura d’uomo, venne ospitato per due anni della sua intensissima vita Michelangelo Merisi, quel Caravaggio impenitente rimasto agli onori delle cronache non solo per lo stile inconfondibile dei suoi quadri, ma per la personalità violenta e la biografia romanzesca. Poco chiari i motivi del trasferimento, certo è che fu qui che Caravaggio completò le tele per la Cappella Cerasi e realizzò la Morte della Vergine per Santa Maria della Scala.


Sara Fabrizi

Sara Fabrizi

Author: Sara Fabrizi

Classe '92, laureata in Filologia Moderna all'Università di Roma "La Sapienza", redattrice per NéaPolis e Tutored. Gestisco due blog "Parole in viaggio" dedicato all'arte e ai luoghi d'Italia e "Storie dal cassetto", raccolta di racconti brevi soprattutto a carattere psicologico. Un mio racconto "Il battesimo del fuoco" è stato selezionato e pubblicato nell'antologia "I racconti di Cultora. Centro-sud" seconda edizione per Historica edizioni nel 2015. Sono membro fondatore dell'associazione "La parola che non muore" e responsabile dell'ufficio stampa per il Festival omonimo a Civita di Bagnoregio, inaugurato nel 2015.

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