Passeggiata serale tra le vie del Campo Marzio, il rione della falce di luna

Una passeggiata serale unica tra le vie del Campo Marzio, il cuore pulsante della Capitale.

  • Appuntamento: Venerdì 14 settembre ore 21 in piazza Colonna sul lato opposto a Palazzo Chigi.
  • Orario: 21:15 (termine visita alle ore 22:45, arrivo in Largo Argentina)
  • Costo della visita: 9€
  • Quota associativa (iscrizione valida per tutto il 2018): 6€
  • Costo speciale per famiglie: gli UNDER 18: 3€ (comprensivo di quota associativa!!!)
  • Invalidi: 10€ (comprensivi della quota associativa ed accesso gratuito a tutte le successive visite 2018)
  • Cuffie: Obbligatorie (costo 2€ cadauno)
  • PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o Whatsapp al numero 3801473193

Per avere copia della nostra pubblicazione “Roma Nascosta”, scriverci al momento della prenotazione.

campo marzio stemma falce di luna

Tour Campo Marzio: passeggiata serale tra le vie del centro

Alzando gli occhi lungo via del Corso capiterà di incrociare lo stemma del rione Campo Marzio (originariamente Campo Marzo): una falce di luna.

Gran parte del centro storico ricade proprio in questo rione, un po’ più piccolo dell’originario Campo Marzio (Campus Martius, campo di Marte), una vasta area pianeggiante, compresa tra la sponda del Tevere e i colli Pincio e Quirinale. Il nome è rivelatore della sua destinazione originaria in età regia e repubblicana: era dedicato a Marte proprio perché vi si svolgevano esercitazioni militari e attività sportive.

La storia del Campo Marzio

In quest’area, fino al tempo di Aureliano fuori dalle mura della città, sorsero edifici sacri – prevalentemente dedicati a divinità orientali il cui culto veniva importato a Roma – e fu il luogo in cui venivano ricevuti gli ambasciatori stranieri, proprio per il suo carattere di zona extra moenia, fuori dall’ambito strettamente cittadino. In età imperiale, invece, il Campo Marzio fu interessato da una forte urbanizzazione: sorsero stadi, palestre, teatri, una naumachia, edifici di cui ancora oggi possiamo ammirare le vestigia o l’impianto. Basti pensare a Piazza Navona, realizzata sui resti dello stadio di Domiziano, o al teatro Marcello.

Durante il Medioevo Campo Marzio fu una delle zone di Roma più popolose, grazie proprio alla vicinanza del fiume Tevere: il taglio degli acquedotti da parte dei Goti di Vitige, durante l’assedio di Roma nel 537 d.C., aveva privato la città del proprio rifornimento idrico, costringendo la popolazione a tornare a raccogliere l’acqua direttamente dai pozzi e dal fiume.

È l’epoca dei papi, tra ‘400 e ‘500, a ridare lustro a Campo Marzio con una serie di interventi destinati a modificare l’assetto viario e quindi la fisionomia della zona, portandola ad avere l’aspetto che ha oggi.

Un rione da scoprire…

Il rione Campo Marzio non ha mai perso il suo fascino, nonostante il dilagare degli esercizi commerciali e il chiudere delle botteghe storiche nonché la scomparsa di coloro che, con la loro presenza, contribuivano a conferire una certa notorietà alla zona: Fellini, Guttuso e gli altri artisti che decisero nel corso del ‘900 di dimorare da queste parti. Restano oggi, oltre alle tracce del passato più remoto nei resti archeologici, alcuni luoghi simbolo del rione: via Margutta con la tradizionale mostra-mercato dei “100 pittori a via Margutta” e la fontanella rionale che ne ricorda sempre il legame con l’arte (qui un approfondimento sulle fontanelle), via del Babuino dove si può ancora entrare nell’atelier di Antonio Canova grazie al Ristorante Atelier Canova Tadolini…

via margutta campo marzio

Author: Redazione Nèa Polis

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