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La Basilica Neopitagorica: visita esclusiva a un luogo carico di misteri…

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La Basilica Neopitagorica: visita esclusiva a un luogo carico di misteri…

Informazioni utili sulla visita esclusiva alla Basilica Neopitagorica Appuntamento: domenica 14 ottobre, ore 09:20 davanti la Tomba di Eurisace a Porta Maggiore (fermata mezzi pubblici in Piazza di Porta Maggiore, lato rivolto a Prenestina) Orario inizio: 9:35 (termine visita alle ore 11:10) Costo unico per associati 2018: 15€ Costo unico per NON associati: 20€ (comprende iscrizione associazione neaPOLIS/Roma Nascosta fino al 31 dicembre 2018) N.B.: data l’eccezionalità della visita, non sono previste agevolazioni di alcun genere Cuffie: 2€ l’una (obbligatorie oltre le 15 persone) PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o WhatsApp al numero 3801473193. Dato che la visita è a numero chiuso si richiede di prenotare entro e non oltre venerdì 12 ottobre e di dare eventuale disdetta entro la stessa data.   Visita esclusiva alla Basilica Neopitagorica: alcune anticipazioni… Esoterismo, magia e una tragica fine. I misteri intorno alla Basilica Sotterranea di Porta Maggiore non hanno mai smesso di affascinare i visitatori di questo monumento unico in tutto il mondo e in tutta la storia occidentale. Era il 1917 quando un crollo sulla tratta ferroviaria Roma – Napoli rivelò la presenza di alcuni ambienti sotto il manto stradale: niente di più frequente nel sottosuolo romano, se non fosse che – al contrario di tutti i rinvenimenti scovati negli ultimi due secoli – l’edificio non è stato sepolto dalla stratificazione successiva, bensì è stato pensato, progettato e costruito direttamente a dodici metri di profondità. L’impresa è stata possibile grazie alle avanzate tecniche ingegneristiche della Roma Imperiale che escogitarono un pionieristico sistema di colatura della massa cementizia che andò a costituire la struttura...

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Visita esclusiva a Palazzo Pamphilj, la dimora della Pimpaccia

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Visita esclusiva a Palazzo Pamphilj, la dimora della Pimpaccia

Roma Nascosta vi porta alla scoperta di Palazzo Pamphilj, per una visita esclusiva e imperdibile. Appuntamento: mercoledì 3 ottobre alle 15.10 in piazza Navona, davanti l’ingresso di Palazzo Pamphilj, sede dell’Ambasciata Brasiliana (si raccomanda la puntualità) Orario inizio: 15:30 (termine visita 16:40) Costo unico per associati 2018: 15€ Costo unico per NON associati: 20€ (comprende iscrizione associazione neaPOLIS/Roma Nascosta fino al 31 dicembre 2018) Cuffie: 2€ l’una (obbligatorie oltre le 15 persone) PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o WhatsApp al numero 3801473193. Si prega di mandare le adesioni entro sabato 29 settembre con indicati Nome, Cognome e Numero di un Documento d’Identità di ogni prenotato. NB: data l’eccezionalità della visita, non sono previste agevolazioni di alcun genere. Palazzo Pamphilj, la dimora della papessa Palazzo Pamphilj, affacciato su Piazza Navona, ne rappresenta in qualche modo il motore propulsore, l’origine della sua attuale configurazione. La Fontana dei fiumi, quella del Moro, la chiesa di Sant’Agnese restaurata dal Borromini: elementi distinti ma parti di un unico grande progetto volto ad esaltare la famiglia di cui Palazzo Pamphilj porta il nome. È il 1630 quando il cardinale Giovanni Battista Pamphilj, futuro papa Innocenzo X, decide di far costruire il palazzo, realizzato da Girolamo Rainaldi. Un luogo simbolo che ben presto nell’immaginazione popolare si lega ad un personaggio estremamente singolare, acquisito dalla famiglia Pamphilj per matrimonio: Olimpia Maidalchini, meglio nota ai romani col soprannome, attribuitole da Pasquino, di Pimpaccia. Tale fu lo scalpore dovuto a questa donna, tanto forte da diventare una sorta di “padrona di Roma”, da sollecitare non soltanto le dicerie più varie, ma la stesura di una succinta biografia, Vita di donna Olimpia (1666), da parte di Gregorio Leti, a neanche dieci anni dalla sua morte (1657). La storia della Pimpaccia Donna Olimpia non era destinata al matrimonio: come tutte le figlie di buona famiglia avrebbe dovuto sottostare alla volontà paterna e farsi monaca, per lasciare intatto il patrimonio al fratello maggiore. Ma Olimpia, a onor del vero, aveva progetti del tutto diversi. Affidata ad un sacerdote per la preparazione spirituale, onde liberarsi di lui, lo accusò di molestie sessuali, riuscendo così a sventare il pericolo del convento. Sposata ad un uomo ricco e anziano, Paolo Nini, nel giro di soli tre anni rimase vedova e padrona di un’eredità che le avrebbe spianato la strada. Ambiziosa e volitiva, scelse di convolare a nozze con Pamphilo Pamphilj (1612): la nobiltà decaduta dei Pamphilj incontrava così le straordinarie ricchezze di una borghese che, più che l’uomo che aveva sposato, mirava a suo cognato, il promettente vescovo Giovanni Battista, la cui carriera venne notevolmente agevolata dal sostegno economico di donna Olimpia. Non sbagliava forse il popolo romano quando alludeva ad un rapporto poco lecito, se non scandaloso, tra i cognati: secondo quando riportato dal Leti, la Pimpaccia si intratteneva lungamente con il cognato e quando Pamphilo morì più d’uno sospettò che la mano della moglie avesse dispensato veleno. Palazzo Pamphilj, dunque, divenne la dimora della papessa, i cui capricci determinarono, a quanto sembra, le sorti della stessa Piazza Navona; basti pensare che, secondo la tradizione, l’appalto per la realizzazione della Fontana dei fiumi venne dato a Bernini per un’unica ragione: egli aveva donato all’avida donna un modello argento massiccio della fontana. Ciò fu sufficiente a far ricadere su di lui la scelta del pontefice, dapprima orientato ad affidare il lavoro al Borromini. Dai Pamphilj al… Brasile Palazzo Pamphilj, di...

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Passeggiata serale tra le vie del Campo Marzio, il rione della falce di luna

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Passeggiata serale tra le vie del Campo Marzio, il rione della falce di luna

Una passeggiata serale unica tra le vie del Campo Marzio, il cuore pulsante della Capitale. Appuntamento: Venerdì 14 settembre ore 21 in piazza Colonna sul lato opposto a Palazzo Chigi. Orario: 21:15 (termine visita alle ore 22:45, arrivo in Largo Argentina) Costo della visita: 9€ Quota associativa (iscrizione valida per tutto il 2018): 6€ Costo speciale per famiglie: gli UNDER 18: 3€ (comprensivo di quota associativa!!!) Invalidi: 10€ (comprensivi della quota associativa ed accesso gratuito a tutte le successive visite 2018) Cuffie: Obbligatorie (costo 2€ cadauno) PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o Whatsapp al numero 3801473193 Per avere copia della nostra pubblicazione “Roma Nascosta”, scriverci al momento della prenotazione. Tour Campo Marzio: passeggiata serale tra le vie del centro Alzando gli occhi lungo via del Corso capiterà di incrociare lo stemma del rione Campo Marzio (originariamente Campo Marzo): una falce di luna. Gran parte del centro storico ricade proprio in questo rione, un po’ più piccolo dell’originario Campo Marzio (Campus Martius, campo di Marte), una vasta area pianeggiante, compresa tra la sponda del Tevere e i colli Pincio e Quirinale. Il nome è rivelatore della sua destinazione originaria in età regia e repubblicana: era dedicato a Marte proprio perché vi si svolgevano esercitazioni militari e attività sportive. La storia del Campo Marzio In quest’area, fino al tempo di Aureliano fuori dalle mura della città, sorsero edifici sacri – prevalentemente dedicati a divinità orientali il cui culto veniva importato a Roma – e fu il luogo in cui venivano ricevuti gli ambasciatori stranieri, proprio per il suo carattere di zona extra moenia, fuori dall’ambito strettamente cittadino. In età imperiale, invece, il Campo Marzio fu interessato da una forte urbanizzazione: sorsero stadi, palestre, teatri, una naumachia, edifici di cui ancora oggi possiamo ammirare le vestigia o l’impianto. Basti pensare a Piazza Navona, realizzata sui resti dello stadio di Domiziano, o al teatro Marcello. Durante il Medioevo Campo Marzio fu una delle zone di Roma più popolose, grazie proprio alla vicinanza del fiume Tevere: il taglio degli acquedotti da parte dei Goti di Vitige, durante l’assedio di Roma nel 537 d.C., aveva privato la città del proprio rifornimento idrico, costringendo la popolazione a tornare a raccogliere l’acqua direttamente dai pozzi e dal fiume. È l’epoca dei papi, tra ‘400 e ‘500, a ridare lustro a Campo Marzio con una serie di interventi destinati a modificare l’assetto viario e quindi la fisionomia della zona, portandola ad avere l’aspetto che ha oggi. Un rione da scoprire… Il rione Campo Marzio non ha mai perso il suo fascino, nonostante il dilagare degli esercizi commerciali e il chiudere delle botteghe storiche nonché la scomparsa di coloro che, con la loro presenza, contribuivano a conferire una certa notorietà alla zona: Fellini, Guttuso e gli altri artisti che decisero nel corso del ‘900 di dimorare da queste parti. Restano oggi, oltre alle tracce del passato più remoto nei resti archeologici, alcuni luoghi simbolo del rione: via Margutta con la tradizionale mostra-mercato dei “100 pittori a via Margutta” e la fontanella rionale che ne ricorda sempre il legame con l’arte (qui un approfondimento sulle fontanelle), via del Babuino dove si può ancora entrare nell’atelier di Antonio Canova grazie al Ristorante Atelier Canova...

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Viaggio nella Roma dei Fantasmi, alla scoperta dei misteri della Capitale

Posted by on 17:09 in All, Arte, Cultura, Evidenza, Roma Nascosta | 0 comments

Viaggio nella Roma dei Fantasmi, alla scoperta dei misteri della Capitale

Alla scoperta dei fantasmi di Roma: informazioni utili Appuntamento: Venerdì 27 luglio ore 21 sul ponte pedonale di fronte Castel Sant’Angelo Orario: 21:15 (termine visita alle ore 22:40) Costo della visita: 9€ Quota associativa (iscrizione valida per tutto il 2018): 6€ Costo speciale per famiglie: gli UNDER 18 3€ (comprensivo di quota associativa!!!) Invalidi: 10€ (comprensivi della quota associativa ed accesso gratuito a tutte le successive visite 2018) Cuffie: Obbligatorie (costo 2€ cadauno) PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o Whatsapp al numero 3801473193 Per avere copia della nostra pubblicazione “Roma Nascosta”, scriverci al momento della prenotazione. I fantasmi di Roma Buio, vento, assenza di luna, il 27 luglio non sarà una semplice notte di mezza estate: alcuni dei luoghi più interessanti di Roma appariranno sotto un’altra veste, misteriosa, quasi spettrale. Siete pronti per immergervi in questa nuova avventura? Prima di farlo, è necessario illustrare quali tappe toccherà questo tour dall’animo noir e quali fantastici personaggi vi accompagneranno. Paura? No, non è necessario, se non credete ai fantasmi… Partiamo dal Rione Ponte, il quinto di Roma, luogo affascinante e ricco di monumenti il cui nome è dovuto proprio al ponte Sant’Angelo. Percorrendo le vie di questo quartiere, tra botteghe e negozi caratteristici, ci si imbatte in via dei Coronari, luogo dove ha vissuto Fiammetta Michaelis, ricca cortigiana di origine toscane, nota per esser stata l’amante di Cesare Borgia. Secondo la leggenda Fiammetta, morta abbastanza giovane, desiderava esser sepolta presso la Basilica di Sant’Agostino in Campo Marzio, ma in realtà non è mai stata trovata alcuna traccia della donna. Un mistero ancora oggi irrisolto. Il tour prosegue verso il quartiere Pigna. Questo rione comprendere alcuni tra i luoghi turistici di maggior interesse della Capitale, il Pantheon, Piazza Venezia e Via delle Botteghe Oscure. Il Pantheon tra le attrazioni che vengono maggiormente visitate dai turisti, è un luogo con un’importante storia ma che nasconde diversi misteri e leggende. Accoglie illustri sepolture: da artisti del calibro di Raffaello Sanzio a personaggi storici come i re Vittorio Emanuele II e Umberto I di Savoia. Proprio a quest’ultimo è legata una leggenda da brivido: il fantasma del Re si presenterebbe in alcune occasioni all’interno del tempio per custodirne i segreti più nascosti. Anche il rione Parione rientra nell’elettrizzante tour. Il suo stemma è un grifo, una magica creatura con la testa di un’aquila e il corpo di leone. Il quartiere comprende zone d’interesse quali Piazza Navona, Campo de’ fiori, Palazzo Pamphilj solo per citarne alcune. Proprio nei pressi di piazza Navona, sorge palazzo De Cupis, da molti conosciuto anche come Palazzo Pamphilj. Questo palazzo era abitato da Costanza Conti moglie di Giandomenico De Cupis, una donna molto bella, ammirata da tutti. In particolare erano le sue mani ad attrarre gli sguardi più disparati, al punto che un artista ne fece un calco per poterle mostrare a tutti. Un giorno accadde che un frate le predisse che avrebbe perso quelle candide e adorate mani. La giovane, spaventata da tale presagio, decise di rinchiudersi in casa ed evitare ogni occasione pubblica. Da quel momento Costanza De Cupis passò il suo tempo cucendo, ma durante uno dei suoi lavoretti si punse proprio alla mano. Nonostante le cure e le medicazioni, la tanto adorata mano della giovane donna fu amputata. In poco tempo l’infezione però si diffuse in tutto il corpo e Costanza morì a causa della setticemia. Ancora oggi si narra...

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Passeggiata serale ai Fori Imperiali, tra magnifiche rovine e luci suggestive

Posted by on 16:05 in All, Arte, Cultura, Evidenza, Roma Nascosta | 0 comments

Passeggiata serale ai Fori Imperiali, tra magnifiche rovine e luci suggestive

Visita ai Fori Imperiali, informazioni utili Appuntamento: Venerdì 20 luglio, davanti l’Altare della Patria, lato via dei Fori Imperiali Orario: 21:15 (termine visita alle ore 22:40) Costo della visita: 9€ Quota associativa (iscrizione valida per tutto il 2018): 6€ Costo speciale per famiglie: gli UNDER 18: 3€ (comprensivo di quota associativa!!!) Invalidi: 10€ (comprensivi della quota associativa ed accesso gratuito a tutte le successive visite 2018) Cuffie: Obbligatorie (costo 2€ cadauno) PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o Whatsapp al numero 3801473193 Per avere copia della nostra pubblicazione “Roma Nascosta”, scriverci al momento della prenotazione. Visita guidata ai Fori Imperiali: alcune anticipazioni A vederla così, via dei Fori Imperiali ha un’aria talmente solenne da farci pensare di esserci sempre stata, sin dagli albori della città di Roma. Eppure il suo assetto – così come lo conosciamo – è il frutto di diversi rimaneggiamenti del paesaggio e dell’urbanistica, la cui storia non è ancora terminata. L’intervento più decisivo è avvenuto tra il 1924 e il 1932, quando Benito Mussolini volle creare un tracciato monumentale, per simboleggiare la continuità tra l’età d’oro della Roma antica e il Ventennio fascista. Il Duce inaugurò la strada (allora chiamata “Via dell’Impero”) il 28 ottobre 1932, tagliando il nastro a dorso di cavallo. Al di là del risultato, l’impatto della realizzazione della strada sull’archeologia dell’area fu devastante: con lo scopo di valorizzare solo lo strato romano, il progetto distrusse secoli e secoli di vita che si era sviluppata a ridosso dei monumenti. Specialmente in età tardoantica e medievale, la zona fu interessata da una crescita di insediamenti popolari che si estendevano fino al vicino quartiere della Suburra. Ad oggi, interventi del genere sarebbero inamissibili, tant’è che le amministrazioni degli ultimi vent’anni hanno assunto come priorità il recupero della memoria storico-archeologica dell’area di Via dei Fori Imperiali.     Oggi, come secoli fa, l’area è attraversata ogni giorno da migliaia e migliaia di persone. Diventato uno dei luoghi simbolo di Roma e di tutta l’Italia, è mèta privilegiata del turismo capitolino in visita al centro storico. Lasciandosi alle spalle piazza Venezia, il visitatore sarà accolto dal Foro di Traiano: sviluppato in origine su un perimetro di 300 metri di lunghezza e 185 di larghezza, il complesso monumentale fu costrutito dall’Imperatore con il bottino ricavato dalla conquista della Dacia. Le fonti ci tramandano che questo tesoro ammontava a circa cinque milioni di libbre d’oro e dieci d’argento, oltre che a mezzo milione di prigionieri di guerra. È molto probabile che queste cifre stratosferiche siano il risultato di un errore di trascrizione e che – per avere un’idea più corretta – dovremmo dividere tutto per dieci: si tratterebbe comunque di una somma notevole, che giustificherebbe il grande investimento di risorse. Proseguendo il suo cammino, il visitatore troverà alla sua sinistra il Foro di Cesare e alla sua destra il Foro di Augusto, disposti in maniera ortogonale. Davanti alle due piazze, infine, c’è il Foro di Nerva, anche detto “transitorio”, perché sostituiva Via dell’Argileto, un’importante arteria urbana. Tutte e tre le aree sono circoscritte in un perimetro evidentemente più ristretto rispetto a quello del foro traianeo: nel caso del Foro di Augusto, questo accadde a caus adi alcuni “problemi di vicinato”. Era usanza, infatti, costruire questi complessi trionfali su terreni privati, acquistati con i fondi derivati dalle guerre vinte; al momento del progetto, però, Augusto si scontrò con alcuni proprietari del circondario, che...

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