#SocialMuseums: la cultura ai tempi del web 2.0

NéaPolis Roma offre visite di gruppo nei luoghi più suggestivi di Roma per gruppi, coppie, singoli. Per informazioni clicca qui

#SocialMuseums: la cultura ai tempi del web 2.0

9 milioni di Italiani usano i social per conoscere le istituzioni culturali e la maggior parte di loro sono donne giovani: è questo uno dei risultati della ricerca condotta dal Centro Studi “Gianfranco Imperatori” dell’Associazione Civita che si interroga sul rapporto tra cultura e social media nell’era del web 2.0.

Il ministro Dario Franceschini #SocialMuseums: la cultura ai tempi del web 2.0

Il ministro Franceschini

Moltissimi sono i dati raccolti, le analisi condotte, le prospettive prese in considerazione, esposti all’Auditorium dell‘Ara Pacis in occasione del X rapporto. L’associazione CIVITA, infatti, non si è limitata a condurre un ampio studio ma ha coinvolto esperti del settore per degli interventi mirati, fondati sull’esperienza diretta di chi con i social media lavora tutti i giorni in contesti diversi tra loro. Facciamo alcuni nomi: Matteo Cassese, fondatore della Fabbrica della Realtà; Ivana Pais, docente alla Cattolica; Elisa Bonacini, Marianna Marcucci e Fabrizio Tardisco, fondatori di Invasioni digitali; Francesca Gottardo di #svegliamuseo…rappresentanti di tante realtà che hanno recepito il cambiamento epocale rappresentato dai social.

Internet è uno strumento straordinario, se lo si sa usare e il rapporto serve anche a questo, a segnalare i ritardi di molte istituzioni museali, la mancanza di figure che si occupino specificatamente di comunicazione nonché di un piano strategico per la diffusione dei contenuti. Al giorno d’oggi siamo tutti iperconnessi tra un post su Facebook, un cinguettio su Twitter, un pin su Pinterest, tutto contemporaneamente mentre siamo investiti da una quantità vastissima di informazione proveniente dai canali più disparati. La cultura, dunque, non può esimersi dall’inserirsi nel flusso, imparando a seguire la corrente e a recepire le indicazioni di chi conosce meglio, da dentro, questi strumenti.

#socialmuseums la cultura ai tempi del web 2.0

La copertina del X rapporto CIVITA #socialmuseums

Durante i due panel tenutisi mercoledì 30 marzo all’Ara Pacis, alla presenza del ministro Dario Franceschini – che segnala l’importanza del tema trattato – si sono avvicendati così punti di vista diversi, in uno scambio estremamente produttivo.

Sotto l’occhio attento di Luca De Biase, giornalista curatore dello studio e moderatore della mattinata, hanno portato la loro testimonianza Marianna Marcucci, che ha illustrato lo spirito di Invasioni Digitali che spinge alla pacifica invasione di luoghi fisici ed è quindi più offline di quanto il nome lasci credere; Stefano Guerrera, fondatore di una delle pagine Facebook più note e seguite “Se i quadri potessero parlare” che ha dimostrato come la goliardia possa diventare anche un mezzo per diffondere la conoscenza raggiungendo un pubblico vastissimo; Matteo Cassese che con spirito geek ha condotto un excursus sulla relazione tra cinema e campagna pubblicitarie online.

La seconda parte è stata più una conversazione, parola chiave divenuta leit motiv dell’incontro, perché si è detto che è necessario che i musei diventino conversazione, si interrompa il circolo vizioso di una cultura sentita come imposizione dall’alto e ci si ponga in comunicazione e ascolto dei fruitori. Tre ore intense che con l’hashtag #socialmuseums hanno avuto il proprio riverbero anche su Twitter. Ora bisogna soltanto sperare che i semi gettati diano i propri frutti.

Sara Fabrizi

Sara Fabrizi

Author: Sara Fabrizi

Classe '92, laureata in Filologia Moderna all'Università di Roma "La Sapienza", redattrice per NéaPolis e Tutored. Gestisco due blog "Parole in viaggio" dedicato all'arte e ai luoghi d'Italia e "Storie dal cassetto", raccolta di racconti brevi soprattutto a carattere psicologico. Un mio racconto "Il battesimo del fuoco" è stato selezionato e pubblicato nell'antologia "I racconti di Cultora. Centro-sud" seconda edizione per Historica edizioni nel 2015. Sono membro fondatore dell'associazione "La parola che non muore" e responsabile dell'ufficio stampa per il Festival omonimo a Civita di Bagnoregio, inaugurato nel 2015.

Share This Post On

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *