TIMBoxHackathon contest dedicato allo sviluppo di servizi TIM Box

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TIM ed Engineering lanciano, con la partecipazione di SOGETEL e Claritel, TIMBoxHackathon, il contest dedicato allo sviluppo di servizi fruibili attraverso il TIM Box e basati sulla tecnologia Mixed Reality.

Il progetto

I candidati dovranno creare progetti dedicati alla Mixed Reality – fusione di informazioni digitali con altre presenti nel mondo reale – da applicare ai servizi disponibili (film, video, eventi sportivi) sul TIM Box, il decoder che consente di vivere al meglio contenuti e servizi offrendo un’esperienza ancora più coinvolgente, grazie alle nuove funzionalità introdotte.

TIM ed Engineering con questa iniziativa rivolta al mondo degli sviluppatori software e dei programmatori, puntano a stimolare la creazione di servizi innovativi utilizzabili attraverso il TIM Box e a valorizzare i migliori talenti che si cimenteranno nella sfida, premiando le loro competenze.

TIMBoxHackathon – Come partecipare

È possibile inviare la propria candidatura dal 27 agosto al 10 settembre sulla landing page: http://hackathon.eng.it. I 40 selezionati (entro il 18 settembre) riceveranno la mail di conferma. I partecipanti dal 27 al 28 settembre ad Orvieto presso i l Centro Studi Città di Orvieto nel Palazzo del Capitano del Popolo, potranno approfondire i principali usi dei programmi ideati attraverso la Mixed Reality.

I premi di TIMBoxHackathon

Per ogni componente del team primo classificato TIM prevede un TIM Box e un TIM GAMEPAD, oltre ad un abbonamento annuale a TIMGAMES e a TIMMUSIC Platinum, mentre Engineering offre uno stage aziendale con rimborso spese della durata di 6 mesi. Infine SOGETEL e Clariter assegneranno due buoni Amazon, rispettivamente di 200 e 100 Euro.

Gli hackaton

Un hackathon (anche conosciuto come hack day o hackfest) è un evento al quale partecipano, a vario titolo, esperti di diversi settori dell’informatica: sviluppatori di software, programmatori e grafici. Un hackathon generalmente ha una durata variabile tra un giorno e una settimana. Un hackathon può avere varie finalità lavorative, didattiche, sociali.

Il termine nasce dalla crasi di due termini: hack e marathon partendo proprio dal virtuosismo informatico promosso dagli hacker. La parola è “apparsa” nel 1999. Sono due gli appuntamenti che sono passati alla storia come primi hackathon: il termine, infatti, è stato coniato sia dagli sviluppatori del sistema operativo OpenBSD sia dall’ufficio marketing della Sun Mycrosystem per due meeting organizzati a pochi giorni di distanza senza che i promotori avessero alcun contatto.

A partire dagli anni duemila gli hackathon hanno ampliato i loro orizzonti diventando occasioni promosse da società del settore informatico per lo sviluppo rapido di nuovi software e, grazie al loro approccio tipico di problem solving, terreno di ricerca da parte di venture capitalist di nuovi team, startup o aree geografiche in cui investire o idee innovative da finanziare.

Fabio Pompei

Author: Fabio Pompei

Nato e cresciuto a Roma, laureato in Ingegneria Informatica ha poi proseguito gli studi con il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” dove si occupa di programmi europei di ricerca sulle Smart City. Nel 2011 a Lecce ha ricevuto il premio “Fibonacci” ed è stato nominato “Informatico dell’Anno”. Attualmente Quadro in una nota azienda di telecomunicazioni dove ha seguito anche attività internazionali (Spagna e sud-america). Professore in un ateneo romano è titolare delle cattedre di: “Sistemi e Tecnologie Web” e di “Calcolatori e Sistemi Operativi” – corso di laurea in Ingegneria Informatica. Appassionato della città di Roma, di cultura e di politica.

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