Il turismo religioso in Italia (e la chicca del Museo delle Cere di Padre Pio)

Come emerge dai continui studi di settore, l’Italia è uno dei Paesi più visitati al mondo e, certamente, una delle mete più desiderate nell’immaginario collettivo.

Tra i nostri tanti tesori, è fuor di dubbio che una delle principali motivazioni siano i tanti luoghi sacri, reliquie, catacombe, chiese e miracolose location  che da centinaia di anni spingono pellegrini e credenti a compiere centinaia di chilometri per raggiungere un luogo che si creda possegga proprietà particolari.
Che il turismo religioso abbia da sempre interessato il nostro Paese e non sia mai in crisi è cosa risaputa; forse però non tutti sanno che l’Italia muove ogni anno ben circa 40 milioni di pellegrini e vacanzieri e tra le mete devozionali più frequentate c’è anche San Giovanni Rotondo.

San Pietro, meta ogni anno di 18 milioni di pellegrini

In particolare, di questi 40 milioni di persone in giro per santuari, nella città garganica ne arrivano in media ogni anno ben 5,6 milioni; più di Assisi (5 milioni) e Pompei (4 milioni). San Giovanni Rotondo è seconda solo a Roma dove ogni anno per visitare la Basilica di San Pietro arrivano circa 18 milioni di persone.

Questo piccolo comune della provincia di Foggia (in Puglia) si trova all’interno del Parco Nazionale del Gargano e offre una vasta scelta di monumenti e insediamenti religiosi per chiunque abbia anche solo lontanamente la passione per i luoghi antichi ricchi di fascino ma soprattutto di storie. Eppure, malgrado gli enormi pregi architettonici, storici, culturali e naturalistici, San Giovanni Rotondo resta tutt’ora famosa quasi esclusivamente grazie alle spoglie di San Pio da Pietrelcina, meglio conosciuto come Padre Pio.

Effettivamente Padre Pio ebbe un ruolo fondamentale nella creazione dell’attuale tessuto urbano grazie soprattutto al suo interesse religioso nella città che fece sorgere nuovi enti pii sin da quando vi giunse nel 1916.
Già in vita, molti devoti al frate visitavano San Giovanni Rotondo che cominciò ad attrezzarsi per ricevere una grande mole di fedeli. Oggi sicuramente nel pellegrinaggio in questo piccolo comune pugliese non può mancare la visita ai famosi Santuari, realizzati prima e dopo la Santificazione del Frate per rendere testimonianza delle sue opere sacre, né della più grande opera di Padre Pio, la Casa Sollievo della Sofferenza, un ospedale che nel tempo è riuscito a farsi conoscere non solo per la sua storia, ma altresì per la competenza dei medici che vi operano.
Ma è davvero finita qui la visita per pregare e commemorare le grandiose opere del Frate dalle Stimmate? E soprattutto, è davvero questo l’unico scopo del turismo religioso?

Di solito questi pellegrinaggi hanno luogo alla ricerca di una redenzione o ancora di un miracolo per cui si è tanto pregato, ma i grandi numeri emersi dalle statistiche lasciano chiaramente intendere che non sono solo credenti e fedeli ad interessarsi a questo luogo e soprattutto a colui che ne è stato protagonista, ma anche persone che desiderano conoscerlo un po’ meglio, ricostruirne la Storia e in particolare la vita.

Ma a chi pensa che per realizzare questo desiderio sia necessario cambiare strada e dirigersi in Campania là dove tutto è cominciato, ossia verso Pietrelcina, città natale di Padre Pio, vale davvero la pena informare che i km da fare sono molti meno. Basta infatti recarsi nel delizioso centro storico di San Giovanni Rotondo, a pochi passi dal polo religioso, e visitare il Museo delle Cere di Padre Pio proprio all’interno del palazzo (alle spalle del Municipio) dove è vissuto il Cav. Francesco Morcaldi, sindaco della Città e amico fraterno del Frate.

Il Museo è stato realizzato nel 2001 dalla Società Museum Project di Firenze in collaborazione con il Comune di San Giovanni Rotondo “…con l’intento di narrare al visitatore, attraverso scenografie e sculture in cera, alcuni tra gli episodi più significativi della vita del Santo. Dopo la radicale ristrutturazione di Palazzo Morcaldi, l’edificio che accoglie il museo nel cuore del centro storico, si è proceduto all’approntamento delle dieci scene che del museo costituiscono il nucleo. Queste, dopo un attento studio della vita di Padre Pio, sono state scelte con la consulenza dei Frati Minori Cappuccini di San Giovanni Rotondo e di un’apposita commissione formata da storici ed esponenti del Comune. La visita è suggestiva ed emozionante.” (Museum Projects srl).

Una parte degli allestimenti è stata realizzata a Pisa nei laboratori dell’OPUS, una associazione di artisti incaricati della progettazione  e dell’esecuzione dell’opera, conclusa sul posto dal 9 aprile al 9 maggio 2001 e il risultato è una successione degli eventi più importanti della vita del santo tra cui “La morte di Padre Pio”, “Le Stimmate”, “l’Incontro con Fra Camillo” e “La visita di Wojtyla”.

Le sculture di cera, a grandezza naturale, sono inserite in ambientazioni scenografiche precise e dettagliate, raccontate nei minimi dettagli da guide preparate e appassionate, capaci di rendere il percorso dei visitatori una vera e propria esperienza spirituale oltre che conoscitiva.

Il Museo è aperto tutto l’anno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15,30 alle 18,30 (agosto e settembre alle 19,30), orari durante i quali è anche possibile telefonare e prenotare la visita guidata  potendo eventualmente beneficiare di particolari offerte a seconda dei casi e, per gruppi di almeno 10 persone, del servizio navetta andata e ritorno dall’alloggio al museo e viceversa.

Ogni viaggio ha la sua meta, questo vale nella vita come nel turismo e riferendoci a quest’ultimo, a prescindere cha si tratti di una meta culturale, di svago o religiosa come sembra tanto ispirare il Nostro Paese, per raggiungerla è fondamentale ricordare o, in alcuni casi addirittura scoprire da dove partire, le origini del viaggio; in fondo anche Padre Pio prima di diventare Santo è stato sì un frate, ma prima ancora un uomo e parlava non solo ai fedeli, ma alle persone, così come oggi non solo i fedeli, ma le persone compongono quei milioni che ogni anno desiderano andare a trovarlo.
Vanessa Pinato

Author: Redazione Nèa Polis

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