Visita alla Grande Moschea di Roma, simbolo della cultura islamica in Italia

Appuntamento: Sabato 7 aprile, ore 10.40 in viale della Moschea 85
Orario inizio: 11:00 (termine visita alle ore 12:15)
Costo unico per associati 2018: 15€
Costo unico per NON associati: 20€ (comprensivi di tessera valida fino al 31 dicembre 2018)
N.B.: data l’eccezionalità della visita, non sono previste agevolazioni di alcun genere
Cuffie: 2€ l’una
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando un SMS o WhatsApp al numero 3280593784. Si prega di indicare Nome, Cognome, Luogo e Data di Nascita, numero di Carta di Identità.

Per avere copia della nostra pubblicazione “Roma Nascosta” scriverci al momento della prenotazione.

 

Alcune anticipazioni…

La Grande Moschea di Roma è il centro islamico più prestigioso in Italia, nonché il tempio islamico più grande d’Europa.

L’idea di costruire tale edificio religioso fu di Re Feisal dell’Arabia Saudita che, nel 1966, durante una visita a Roma, chiese di essere accompagnato a pregare, ma non trovò una sede adatta alle sue esigenze. Da quel momento il governo saudita si impegno con l’Italia e stanziò dei fondi per la realizzazione di una moschea.

Nel 1969 nacque il Centro Islamico Culturale d’Italia e sei anni più tardi Papa Paolo VI diede il suo consenso alla costruzione dell’edificio. La progettazione non fu semplice in quanto la struttura doveva adattarsi alla tradizione architettonica italiana e, soprattutto, non doveva superare per sontuosità i luoghi di culto della Roma cristiana.

La costruzione del tempio islamico fu affidata a Paolo Portoghesi e non fu priva di polemiche, come confermato dallo stesso architetto italiano durante un’intervista al quotidiano La Stampa: “Ci furono proteste, ci distrussero il cantiere. Contro di noi si schierarono comitati di quartiere, scuole cattoliche, il Msi. Io e il sindaco di allora, Giulio Carlo Argan, grande storico d’arte, e il capo cantiere fummo minacciati di morte. Ci diedero la scorta Paolo VI ufficiosamente aveva dato l’assenso, ma Giulio Andreotti, con quel suo fare al solito ambiguo, da una parte fu promotore della moschea, dall’altra, davanti alle proteste, prese tempo e costituì una commissione per la valutazione dei lavori che bloccò tutto per 5 anni“.

La Grande Moschea di Roma, nei giorni di preghiera, diventa il punto di incontro di migliaia di fedeli musulmani che si recano al tempio per pregare e assistere ai sermoni dell’imam. Inoltre, è il luogo in cui è possibile sposarsi secondo il rito islamico, accettare le conversioni religiose e assistere i parenti deceduti in Italia, sia per i funerali sia per il rimpatrio delle salme. I certificati rilasciati dal Centro Islamico Culturale d’Italia sono riconosciuti dai Paesi Musulmani.

Nella costruzione dell’edificio, la grande sfida di Portoghesi fu inserire un simbolo della cultura islamica in un contesto occidentale. Va letta sotto questa luce la realizzazione di un complesso di edifici in cui vi è una forte mediazione tra spazi interni ed esterni, come nell’architettura persiana, ma anche in quella etrusca, cercando di realizzare un vero e proprio polo di incontro tra cultura islamica e cultura occidentale.

Dall’esterno il complesso appare come una sequenza di volumi asimmetrici che si raccordano attorno a uno spazio centrale di preghiera. L’interno è caratterizzato da una grande sala di preghiera che, data la presenza di colonne a tre steli che imitano le fattezze degli alberi, somiglia a una foresta.

 

La Grande Moschea di Roma

 

Anche la realizzazione della cupola, che ricorda le celebri moschee turche, ma anche le cupole romane del Pantheon e di San Pietro, è stata dettata dall’esigenza di mescolare la cultura islamica e quella occidentale. Allo stesso modo va letta la scelta del materiale: la moschea è rivestita in travertino, di varie tonalità per le diverse pavimentazioni, materiale romano per eccellenza, la cui eleganza e flessibilità si sposa perfettamente con il peperino delle cornici e il laterizio delle cortine.

In seguito alla realizzazione della Moschea sorsero numerose polemiche provenienti per lo più da esponenti della cultura tradizionalista e xenofoba, cancellate poi da numerosi riconoscimenti provenienti da tutto il mondo. Roma Nascosta vi porta dunque in un luogo di rilevanza internazionale. D’altronde, non bisogna dimenticare che Roma è da sempre il centro culturale della nostra nazione…

 

 

 

Germano Cipriano

Author: Redazione Nèa Polis

Potete contattarci alla mail redazione@neapolisroma.it

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