Alphonse Mucha: il tempio dell’Art Nouveau a Palazzo Bonaparte di Roma

Alphonse Mucha: il tempio dell’Art Nouveau a Palazzo Bonaparte di Roma

Dal 8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026 Palazzo Bonaparte a Roma, tra Piazza Venezia e Via del Corso, accoglie la retrospettiva definitiva su Alphonse Mucha (Ivančice 1860 – Praga 1939). Oltre 150 opere dal Mucha Museum di Praga, tra cui Gismonda (1894), Médée (1898), JOB (1896), The Stars (1902) e Pietre Preziose (1900), tracciano il percorso del padre dell’Art Nouveau. Prodotta da Arthemisia con Mucha Foundation e Musei Reali di Torino, curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava con direzione scientifica di Francesca Villanti, celebra il 25° anniversario di Arthemisia.

La Nascita di un Icona Parigina

Nella Parigi della Belle Époque Mucha irrompe nel 1894 con il manifesto per Gismonda di Sarah Bernhardt, formato verticale innovativo che cattura l’anima del personaggio con linee fluide e pastelli delicati. La diva gli offre un contratto di sei anni per manifesti, costumi, gioielli e scenografie, producendo altre sei affiche leggendarie. Influenzato da Gauguin e Strindberg, usa la fotografia dal 1885 come diario visivo di pose femminili, base per le allegorie danzanti delle Pietre Preziose.

I suoi manifesti pubblicitari – circa 120 in vent’anni – invadono i muri parigini promuovendo cioccolato, tabacco, biciclette e liquori. Figure femminili ieratiche, con capelli fluttuanti e motivi slave, preraffaelliti e giapponesi, elevano la pubblicità a opera d’arte, ispirando riviste specializzate e un mercato di collezionisti.

Spiritualismo e Trionfi Internazionali

Negli anni ’90 Mucha abbraccia teosofia, occultismo e massoneria, entrando il 25 gennaio 1898 nel Grande Oriente di Francia. Ne nasce Le Pater (1899), 510 copie numerate che interpretano il Padre Nostro in 21 tavole decorative verso l’Ideale Divino. All’Esposizione Universale del 1900 decora il padiglione Bosnia-Erzegovina con folklore locale, crea gioielli per Fouquet e profumi per Houbigant, guadagnando medaglia d’argento e Ordine di Francesco Giuseppe.

Tra 1904-1909 cinque viaggi negli USA lo consacrano “The World’s Greatest Decorative Artist” dal New York Daily News, finanziando l’Epopea Slava grazie a Charles Richard Crane.

Bellezza Eterna: Dal Classico a Mucha

La Venere di Botticelli (1485-1490) dei Musei Reali di Torino, dea su parapetto con veste trasparente e gesti pudichi da Veneri romane, dialoga con le muse di Mucha evocando Simonetta Vespucci. Il percorso intreccia antichità (Afrodite Anadiomene, Menadi danzanti I sec. d.C.), Rinascimento (Tre Grazie di Pietro della Vecchia, Venere Urania di Siciolante, Tiziano), Ottocento (Contessa De Rasty di Boldini 1879) e Novecento (Semiramide di Saccaggi 1905, con Lamassu assiri e Dama di Elche).

La Madonna con Bambino di Giorgio Schiavone aggiunge archi trionfali eccentrici e puttini bronzei dalla bottega di Squarcione.

Epopea Slava e Stile Immortale

Rientrato in patria nel 1910, Mucha progetta francobolli della Repubblica Cecoslovacca e decora la Casa Municipale di Praga. L’Epopea Slava (1912-1926), 20 tele giganti (fino a 6×8 metri) sulla storia slava dal III al XX secolo, esposte dal 1928 e oggi a Moravsky Krumlov, rappresenta la sua missione patriottica. Lo Stile Mucha rifiuta il modernismo per un’arte eterna su calendari, fiori e stagioni, diffusasi in oggettistica quotidiana.

Riscoperta nel 1963 al Victoria and Albert Museum, influenza psichedelia ’60 (Wes Wilson), manga, street art e tatuaggi, con retrospettive al Grand Palais (1980) e Isetan Tokyo (1983).

Esperienza Immersiva e Dettagli Pratici

L’allestimento di BC Progetti con Handle Art&Design crea un viaggio sensoriale: luci di Giambattista Buongiorno e Sater4Show, profumi di Laura Bosetti Tonatto, musiche, installazioni Art Media Studio e arredi Art Nouveau. Grafica di Angela Scatigna e Doretta Rinaldi, ludico-didattico di Francesca Valan.

Orari: lun-gio 9-19.30, ven-dom 9-21 (biglietteria -1h); festive speciali (25 dic 12-21). Biglietti 18€ intero, 17€ ridotto (over 70, 11-17 anni), audioguida inclusa. Prenota su www.mostrepalazzobonaparte.it o +39 06 87 15 111.

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Redazione