Il Ghetto: cos’era quella zona nell’Antica Roma?

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La zona dell’ex ghetto di Roma si trova nell’antica area del Campo Marzio e fu delimitata principalmente da tre imponenti edifici: il Teatro Marcello, il Teatro e il Portico di Pompeo (presso l’attuale Largo Argentina) e il Teatro e la Cripta di Balbo.

Tra questi edifici e il Tevere sorse il Circo Flaminio, voluto dal censore Flaminio nel 220 a.C. Questa fu una delle strutture centrali dell’intera area.

Il sito, anche se situato fuori dal “sacro pomerio” della città, fu da sempre un luogo importante per la plebe di Roma.

Infatti proprio nel Circo Flaminio si riunivano i ceti più bassi della città per promulgare i propri “plebisciti” e per svolgere i censimenti legati alla tassazione e all’arruolamento nell’esercito.

Inoltre, sempre dal Circo, iniziavano i cortei trionfali verso il Foro Romano e il Campidoglio.

Un’ulteriore attività che caratterizzò la zona, fu quella del mercato cittadino del pesce, pratica commerciale che rimase per molto tempo legata all’ex ghetto di Roma.

Un altro importante edifico dell’epoca, situato nel quartiere del Circo Flaminio, fu il Portico d’Ottavia.

Questa struttura fu parte di un complesso di vari edifici composto dai Portici di Ottavio e Filippo, dai templi di Bellona ed Apollo. Fu un luogo molto importante in quanto ospitò le sedute particolari del Senato con le ambascerie dei popoli in conflitto con Roma.

Il Portico d’Ottavia, inizialmente Portico di Metello, risale all’epoca repubblicana e fu costruito nel 146 a.C.

La struttura subì vari rifacimenti ed ampliamenti, il primo di questi risale alla fase augustea della città tra il 33 e il 23 a.C. Fu proprio in quel periodo che il portico fu dedicato ad Ottavia, sorella di Augusto.

Tuttavia ciò che ci è rimasto del Portico è frutto del suo ultimo rifacimento, successivo all’incendio che colpì Roma nel 191-192 d.C. ed ascrivibile all’imperatore Settimio Severo: è infatti ancora presente un’iscrizione che lo testimonia.

Sin dalla prima età repubblicana, fino a quella imperiale, l’intero complesso subì una continua evoluzione composta da un continuo ampliamento architettonico.

Infatti sin dall’inizio il portico ospitò un tempio dedicato a Giunone Regina (179 a.C.).

Successivamente venne edificato un secondo tempio in nome di Giove Statore. Questo santuario fu il primo della città completamente rivestito in marmo ed edificato da un architetto greco (Hermodoros di Salamina).

Completarono il complesso del portico una curia, una biblioteca e una ricchissima collezione di 34 statue bronzee ellenistiche.

Inoltre, sin dal 100 a.C., nell’edifico del portico venne eretta anche la statua della madre dei due famosi fratelli Gracchi.

Questa fu la prima statua pubblica di una donna esposta a Roma.

 

Aldo Doninelli

Author: Redazione Nèa Polis

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