ROMA “BRASILIANA” con la quarta edizione del ROMA FORRO’ FESTIVAL

forro2Dal 13 al 16 ottobre 2016 torna nella capitale il Festival Internazionale di FORRO’, una danza popolare nata nel nord est del Brasile. Tre giorni e tre notti tra workshop e serate con musica dal vivo in compagnia dei migliori insegnanti di Forrò del mondo e alcuni tra i musicisti più famosi del Brasile.

Il Festival prenderà il via venerdì 13 ottobre alle 20.00 nel quartiere San Lorenzo con una serata di apertura al Felt Club (via degli Ausoni 84), dove si ballerà con la musica dei Conterraneos, Band che arriva direttamente da Rio de Janeiro e Evandro dos Reis noto musicista brasiliano dell’orchestra di Piazza Vittorio. Il festival continua venerdì sabato e domenica con Bastiao e Os 3 do Nordeste due tra le più famose Band del forrò tradizionale.
Nelle giornate di sabato 15 e domenica 16 ci saranno workshop con i migliori ballerini e insegnanti brasiliani di Forrò. Arrivano direttamente dal brasile, da Salvador Bahia, da Belo Horizonte e anche da alcune città d’Europa. I workshop si terranno presso la scuola di danza Insieme Per fare (via Pelagosa 5 – zona Conca d’Oro) dalle 12.00 alle 19.00.
Maggiori informazioni al sito www.forroroma.it o sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/forroroma/

Il Forrò è un ballo di coppia brasiliano originario del nord est del Brasile. Nasce come danza popolare il cui nome probabilmente deriva dall’inglese for all (per tutti). L’origine del nome però è controversa ed anche associata alla riduzione della parola “forrobodó” che significa “trascinare i piedi”, “confusione” o “disordine”. All’interno si distinguono alcune varianti musicali il baião, il coco, il rojão, la quadrilha, il xaxado e il xote.

Negli ultimi 10 anni ha subito una profonda stilizzazione arricchendosi e acquisendo vari stili e varie forme tra cui pé di serra e universitario. Il Forrò si distingue per da altri balli per sensualità e dolcezza è caratterizzato da un ritmo ben marcato da strumenti quali la zabumba e il triangolo e da una malinconica alegria rappresentata generalmente dalla sanfona.

Il nome

Secondo un illustre studioso delle manifestazioni culturali popolari brasiliane, Luís da Câmara Cascudo, il nome deriva dalla riduzione della parola “forrobodó” che significa “trascinare i piedi”, “confusione” o “disordine”. Nell’etimologia popolare, il termine si può associare alla locuzione inglese for all, per tutti, frase di invito al ballo usata nelle feste degli immigrati di provenienza inglese e nordamericana. Nonostante ciò tale origine del nome nella realtà è confutata dal fatto che gli insediamenti anglosassoni in tale zona del Brasile si ebbero cinque anni dopo la pubblicazione di un’incisione dal nome “Forró na roça” di Manuel Queirós e Xerém avvenuta nel 1937.

Il ballo e la musica

Ogni ritmo può essere ballato in forma diversa, ma ciò che caratterizza il forró è il forte contatto fisico, dalla testa ai piedi. Il suono è allegro, ricorda un miscuglio di samba e merengue, ma non smette di essere malinconico, come gran parte della musica brasiliana. Il forró non esiste senza la sua componente “ao vivo”. La fisarmonica, è l’elemento principe nel forró seguita da zabumba e triangolo, a volte si associano chitarra, cavaquinho, batteria, basso. Il fforró nasce nel nordest del Brasile, ma negli anni novanta viene riscattato dal sudest per diventare il ballo più popolare del Brasile. Per capire la popolarità di questa musica, basti pensare che tantissimi locali serali sono adibiti esclusivamente a piste da ballo di forró, e addirittura questo genere trova spazio anche in discoteca, dove musica techno e house si alternano a band che suonano dal vivo. Città come Rio , Sao paulo, Belo Horizonte, Vitoria, ospitano forrò dal vivo tutte le sere.
 

 

Fabio Pompei

Author: Fabio Pompei

Nato e cresciuto a Roma, laureato in Ingegneria Informatica ha poi proseguito gli studi con il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettronica presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” dove si occupa di programmi europei di ricerca sulle Smart City. Nel 2011 a Lecce ha ricevuto il premio “Fibonacci” ed è stato nominato “Informatico dell’Anno”. Attualmente Quadro in una nota azienda di telecomunicazioni dove ha seguito anche attività internazionali (Spagna e sud-america). Professore in un ateneo romano è titolare delle cattedre di: “Sistemi e Tecnologie Web” e di “Calcolatori e Sistemi Operativi” – corso di laurea in Ingegneria Informatica. Appassionato della città di Roma, di cultura e di politica.

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