Roma Esoterica in metrò! Visita inedita ed esclusiva…

Per sabato 17 febbraio abbiamo pensato per voi una visita speciale: la Roma Esoterica, da Piazza della Repubblica a Piazza Vittorio scopriremo degli aspetti della cultura esoterica della Capitale che mai avreste pensato… E lo faremo muovendoci in metro!

Appuntamento: Sabato 17 febbraio ore 15:30 in Piazza della Repubblica (ingresso Basilica di Santa Maria degli Angeli)
Orario inizio: 15:45 (termine visita alle ore 17:15)
Costo della visita: 9€
Quota associativa (tessera valida fino al 31 dicembre 2018): 6€
Costo speciale per famiglie: gli UNDER 18: 3€ (comprensivo di quota associativa!!!)
Invalidi: 10€ (comprensivi della quota associativa)
Cuffie: 2€ l’una
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o Whatsapp al numero 3801473193.

 

Alcune anticipazioni sulla “Porta Magica”…

Che Roma sia una città magica si sa, ma ci sono luoghi che più altri ne raccontano l’essenza misteriosa e la storia occulta. Tra questi c’è la Porta Magica di Piazza Vittorio, anche nota agli appassionati di esoterismo come “Porta Alchemica”, “Porta Ermetica” o “Porta dei Cieli”.

Il monumento è stato costruito tra il 1655 e il 1680 su commissione del Marchese di Pietraforte Massimiliano Savelli Palombara per la sua villa extraurbana sul colle Esquilino, non troppo lontana dall’attuale collocazione.  La Porta, infatti, fu smontata nel 1873 e ricostruita quindici anni dopo sul muro perimetrale della Chiesa di Sant’Eusebio accanto a due statue egiziane dedicate al dio Bes provenienti dal Quirinale.

Il programma decorativo della Porta è figlio del forte interesse del suo committente per l’alchimia, appresa durante la frequentazione della corte romana di Cristina di Svezia, la regina che rinunciò al trono per restare fedele al Cattolicesimo. Cristina aveva sistemato la sua residenza a Palazzo Riario (oggi Palazzo Corsini, sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei), dove radunò i più vivaci intellettuali dell’epoca: il medico esoterista Giuseppe Francesco Borri, l’astronomo Giovanni Cassini, l’alchimista Francesco Maria Santinelli e l’erudito Athanasius Kircher. La stessa ex-regina era un’appassionata di scienza e alchimia, istruita in gioventù direttamente dal grande filosofo Cartesio.

La leggenda vuole che il marchese Palombara fece costruire la Porta Magica per celebrare la trasmutazione dal ferro all’oro avvenuta durante una delle tante sessioni sperimentali patrocinate da Cristina di Svezia, a cui il nobile dedicò nel 1656 il poema “La Bugia”. La porta, tuttavia, è avvolta da numerosi misteri che contribuiscono a rendere il suo fascino intaccato nonostante il trascorrere dei secoli. Tra questi, c’è la leggenda riportata nel 1802 da Francesco Girolamo Cancellieri che racconta di un pellegrino (probabilmente l’alchimista Borri) che si recò di notte nel giardino dove era collocato il monumento, alla ricerca di alcune erbe necessarie alle sue pozioni. La mattina dopo, l’uomo fu visto scomparire attraverso la Porta Magica, non lasciando alcuna traccia se non qualche pagliuzza d’oro e un cartiglio su cui aveva trascritto il segreto della Pietra Filosofale.

Le formule lasciate dal pellegrino furono riportate da Palombara sull’architrave del portale e sui muri della villa, nel tentativo che qualcuno lo aiutasse a decifrarle e si ripetesse il prodigio della trasmutazione.

Al di là della leggenda, le decorazioni che si riscontrano tutt’oggi attorno alla Porta Magica si ritrovano nei trattati di alchimia del XVII secolo, gli stessi su cui Palombara e il resto della corte di Caterina basavano i loro esperimenti. In particolare, il sigillo di Davide così disegnato sull’apice del frontone è una rappresentazione del sole e dell’oro che troviamo nel frontespizio del libro alchemico Aureum Seculum Redivivum e in molti altri testi seicenteschi che fanno riferimento alla setta dei Rosacroce, il leggendario ordine segreto discendente dai Cavalieri Templari.

Francesca Romana Torre

Author: Redazione Nèa Polis

Potete contattarci alla mail redazione@neapolisroma.it

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