Visita serale ai Fori Imperiali: passato, presente e futuro di Roma

Visita serale ai Fori Imperiali, tra le meraviglie di un posto unico con le nuove incredibili illuminazioni.

 

INFORMAZIONI PER LA VISITA

Appuntamento: Venerdì 7 luglio, ore 21.00 all’angolo tra Altare della Patria e via dei Fori Imperiali
Orario: 21:15 (termine visita alle ore 22:45)
Costo della visita: 9€
Quota associativa (iscrizione valida per tutto il 2017): 6€
Costo speciale per famiglie: gli UNDER 18: 3€ (comprensivo di quota associativa!!!)
Invalidi: 10€ (comprensivi della quota associativa ed accesso gratuito a tutte le successive visite 2017)
Cuffie: Obbligatorie (costo 2€ cadauno)
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: scrivendo una mail a info@romanascosta.net o mandando SMS o Whatsapp al numero 3280593784
Per avere copia della nostra pubblicazione “Roma Nascosta”, scriverci al momento della prenotazione.

 

Cosa scopriremo insieme…

A vederla così, via dei Fori Imperiali ha un’aria talmente solenne da farci pensare di esserci sempre stata, sin dagli albori della città di Roma. Eppure il suo assetto – così come lo conosciamo – è il frutto di diversi rimaneggiamenti del paesaggio e dell’urbanistica, la cui storia non è ancora terminata.

L’intervento più decisivo è avvenuto tra il 1924 e il 1932, quando Benito Mussolini volle creare un tracciato monumentale, per simboleggiare la continuità tra l’età d’oro della Roma antica e il Ventennio fascista. Il Duce inaugurò la strada (allora chiamata “Via dell’Impero”) il 28 ottobre 1932, tagliando il nastro a dorso di cavallo.

Al di là del risultato, l’impatto della realizzazione della strada sull’archeologia dell’area fu devastante: con lo scopo di valorizzare solo lo strato romano, il progetto distrusse secoli e secoli di vita che si era sviluppata a ridosso dei monumenti. Specialmente in età tardoantica e medievale, la zona fu interessata da una crescita di insediamenti popolari che si estendevano fino al vicino quartiere della Suburra.

Ad oggi, interventi del genere sarebbero inamissibili, tant’è che le amministrazioni degli ultimi vent’anni hanno assunto come priorità il recupero della memoria storico-archeologica dell’area di Via dei Fori Imperiali.

Oggi, come secoli fa, l’area è attraversata ogni giorno da migliaia e migliaia di persone. Diventato uno dei luoghi simbolo di Roma e di tutta l’Italia, è mèta privilegiata del turismo capitolino in visita al centro storico. Lasciandosi alle spalle piazza Venezia, il visitatore sarà accolto dal Foro di Traiano: sviluppato in origine su un perimetro di 300 metri di lunghezza e 185 di larghezza, il complesso monumentale fu costrutito dall’Imperatore con il bottino ricavato dalla conquista della Dacia. Le fonti ci tramandano che questo tesoro ammontava a circa cinque milioni di libbre d’oro e dieci d’argento, oltre che a mezzo milione di prigionieri di guerra. È molto probabile che queste cifre stratosferiche siano il risultato di un errore di trascrizione e che – per avere un’idea più corretta – dovremmo dividere tutto per dieci: si tratterebbe comunque di una somma notevole, che giustificherebbe il grande investimento di risorse.

Proseguendo il suo cammino, il visitatore troverà alla sua sinistra il Foro di Cesare e alla sua destra il Foro di Augusto, disposti in maniera ortogonale. Davanti alle due piazze, infine, c’è il Foro di Nerva, anche detto “transitorio”, perché sostituiva Via dell’Argileto, un’importante arteria urbana. Tutte e tre le aree sono circoscritte in un perimetro evidentemente più ristretto rispetto a quello del foro traianeo: nel caso del Foro di Augusto, questo accadde a caus adi alcuni “problemi di vicinato”. Era usanza, infatti, costruire questi complessi trionfali su terreni privati, acquistati con i fondi derivati dalle guerre vinte; al momento del progetto, però, Augusto si scontrò con alcuni proprietari del circondario, che non volevano in nessun caso cedere i propri possedimenti.

Il Foro di Cesare, invece, fu uno dei pochi monumenti che il generale riuscì a inaugurare quando era ancora in vita. Aperto al pubblico il 26 settembre del 46 a.c., circa due anni prima della morte di Cesare, il Foro doveva sostituire nelle sue funzioni giudiziarie, amministrative e commerciali il precedente Foro Romano la cui capienza era diventata inadeguata per le esigenze dell’epoca. Ai tempi del Fascismo, la statua di Cesare davanti al foro fu oggetto di una “pasquinata”: siamo negli anni della Guerra in Abissinia, le razioni iniziavano a scarseggiare e il popolo romano rispose così alla crisi: “Cesare, tu che c’hai lo stommico de fero, magnete sto pane de l’impero”, lasciando una pagnotta ai piedi del dittatore.

(Francesca Torre)

 

Author: Redazione Nèa Polis

Potete contattarci alla mail redazione@neapolisroma.it

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