Expo 2015: andare oltre le apparenze o fermarsi ad esse?

Ebbene sì, anche noi non abbiamo resistito alla tentazione ed abbiamo visitato l’Expo di Milano. Descrivere in un articolo le sensazioni ed i luoghi da visitare risulta difficile, perché alla fine della giornata si esce davvero frastornati dall’immane quantità di padiglioni, di luci e di attrazioni.

Di sicuro un giorno non è sufficiente per visitare gli oltre 100 spazi espositivi, ma ci sono degli ambienti che non si possono davvero “saltare”.

In primis è d’obbligo la visita al Padiglione 0, quello dell’ONU, con la riproduzione artigianale di tutti gli attrezzi dell’agricoltura e della pastorizia e la descrizione dell’impegno delle Nazioni Unite per combattere la fame nel mondo.

Già, il problema della nutrizione è il filo conduttore di tutta l’Expo. In quasi tutti i padiglioni si possono osservare approfondimenti, dati, impegni sul tema da parte dei singoli Paesi per cercare di risolvere il dramma dei 900 milioni di essere umani che non hanno cibo a sufficienza. E, se è vero che nel 2050 saremo 9 miliardi sulla Terra, il numero è destinato a salire vertiginosamente.

A riguardo sarà completata la Carta di Milano con gli obblighi che i sottoscriventi prendono nei confronti dell’umanità per ridurre gli sprechi, investire risorse nei programmi alimentari, conservare le biodiversità proprie di ogni latitudine e rendere il settore agricolo sempre più ecosostenibile.

Palazzo Italia con il suo straordinario cemento "bio".

Palazzo Italia con il suo straordinario cemento “bio”.

Tutti possono firmare la Carta, e precisamente al padiglione Italia. Quest’ultimo è un vero capolavoro: rivestito di un cemento ideato da ingegneri italiani che attrae lo smog e rilascia nell’aria solo particelle pulite, all’interno il filo conduttore è l’ ”orgoglio italiano”. Si mettono in mostra i nostri capolavori e soprattutto si raccontano le storie dei successi e delle invenzioni recenti di nostri connazionali: non di persone già note, ma di agricoltori, artigiani, ristoratori, studiosi che hanno ideato metodi e sistemi alternativi nei rispettivi settori e li hanno esportati in tutto il mondo. Vi avvisiamo con largo anticipo: qui la fila per entrare è veramente lunga!

Milano Expo 038La fame nel mondo dicevamo: il padiglione della Corea del Sud (da non perdere!) al suo ingresso ha tre straordinarie opere d’arte che rappresentano la sofferenza di coloro i quali vivono sotto la soglia di povertà. In più, potrete trovare una spettacolare ricostruzione grafica di come i coreani da secoli conservano il proprio cibo sottoterra (nelle onggi), permettendo di mischiare i sapori tra di loro e di rispettare i bioritmi del terreno.

Milano Expo 062Spettacolare il padiglione del Kazakistan. Qui scoprirete come i kazaki, sotto la dominazione sovietica, siano riusciti a trasformare le vaste steppe in terreni coltivabili grazie a delle opere eccezionali di architettura agricola. Potrete assaggiare alcuni prodotti tipici di una bontà sorprendente, come la bevanda nazionale, il kumis, fatto con latte di cavala fermentato, che vi lascerà una freschezza incredibile nel palato. Non vi anticipiamo niente invece sullo spettacolo finale in 3D…

Ancora, non perdetevi l’appuntamento con il Kuwait per vivervi la spiegazione del miracolo dell’acqua: grazie all’utilizzo dell’abbondante acqua piovana, gli abitanti riescono a coltivare anche il deserto con tantissime specie diverse di piante.

Paesi che non avreste mai pensato di visitare in vita vostra mostrano tutta la loro bellezza e le loro tradizioni. Un esempio è la Colombia: un padiglione bellissimo dove scopriamo molto di più di quello che conoscevamo di Bogotà o delle città incantate descritte dal grande Gabriel Garcia Marquez. La Colombia (dove tra l’altro troverete un ristorantino davvero ottimo) è uno dei pochi posti del mondo che si può facilmente visitare a tutte le latitudini con climi diversi e ricchissimi: dai 5000m fino ai fondali marini tra i più ricchi del mondo.

Il padiglione del Qatar

Il padiglione del Qatar

Bellissimi gli spazi espositivi del Qatar (che ospiterà l’Expo Universale del 2020), della Germania, dell’Austria (dove è riprodotta una foresta alpina che lascia una straordinaria sensazione di freschezza soprattutto durante le torride giornate dell’estate milanese).

La sera, poi, l’ingresso costa soltanto 5€ e ci si può divertire tra le discoteche e i pub all’aperto che si trovano per tutta l’area (soprattutto vicino lo spazio espositivo olandese).

Due cose da non perdere: meraviglioso l’albero della vita con i suoi giochi di luce delle ore 22; infine, per gli appassionati di arte, nel padiglione della Santa Sede potrete gustarvi un Tiziano originale: L’ultima cena, solitamente conservato a Venezia.

Insomma potrete mangiare e divertirvi in ogni parte del mondo. Non vi preoccupate, non mancano i ristoranti italiani o i fast food per i meno coraggiosi, ma forse lasciarsi andare ed immaginare di sorseggiare un cocktail sulle spiagge assolate del Brasile o di mangiare un po’ di cucina originale orientale è il modo migliore per vivere in pieno l’esperienza.

Rimarrete frastornati a fine giornata. Il mondo in un posto solo: certo la parte migliore del mondo, quella delle cose non dette, quella delle vetrine. Ma anche un’opportunità per molti stati di mettersi in mostra con tutte le proprie caratteristiche. Anzi, la diversità di ogni cultura sull’altra trionfa, in casa del capitalismo ed in barba ad esso. Per una volta andiamo oltre le apparenze e le polemiche e facciamo un viaggio in mezzo a culture che neanche avremmo pensato che esistessero.

Se capitate a Milano, tirata a lucido per l’occasione, non potete perdervi questa esperienza.

Elio Tomassetti

Elio Tomassetti

Author: Elio Tomassetti

Direttore della testata e giornalista dal 2010, dopo la laurea in Giurisprudenza mi sono sempre occupato di comunicazione soprattutto nei settori socio-culturali. Contatto: eliotomassetti1988@gmail.com

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